L'INTERVISTA DUE proposte per Dario Franceschini. Alla vigilia del vertice dei ministri europei che Torino è riuscita a scippare ad altre potenti concorrenti, il sindaco Piero Fassino ha un'agenda fitta di temi da discutere con il ministro dei Beni culturali che da oggi pomeriggio, e fino a giovedì, sarà in città. a realizzare? Sindaco Fassino, tre giorni con il ministro della cultura. Quali sono i sogni che Franceschini potrebbe aiutarci «Una prima proposta riguarda la Reggia di Venaria. In questo momento in cui le risorse scarseggiano per tutti, il ministero dei Beni culturali potrebbe pagare parte del contributo che versa ogni anno alla Reggia selezionando un'opera d'arte di altissimo livello da imprestare a Venaria. Una all'anno, sempre diversa. In questo modo la Reggia può allestire una mostra di forte richiamo in grado di attrarre un grande pubblico e incrementare così i suoi introiti. L'idea è del direttore Alberto Vanelli e io la ritengo innovativa e al tempo stesso molto concreta. Mi pare che il vantaggio possa essere reciproco: oggi Venaria ha un contributo di 1 milione e mezzo e c'è sempre il rischio che possa diminuire. In questo modo il ministero può recuperare risorse, Venaria avrebbe incassi sicuri e in crescita e tutto il nostro sistema culturale e turistico ne avrebbe dei benefici». A proposito di grandi opere, a fine agosto Sgarbi ha lanciato una proposta che il direttore degli Uffizi ha ritenuto "indecente": per l'Expo portare a Venaria la Venere di Botticelli. Una boutade estiva? «Mi è parsa una strada tortuosa, anche se è ovvio che ne saremmo stati felici. Ma il dibattito che ne è nato conferma che è fondamentale che sia il ministro a decidere quali opere d'arte possono viaggiare e arrivare in Piemonte». L'assessore alla cultura della Regione Antonella Parigi ha rilanciato proponendo di esporre per Expo l'Autoritratto di Leonardo, che abbiamo già in casa. Lei condivide? «Questa è proprio la seconda proposta che faremo a Franceschini in questi giorni. Pensiamo che, senza spostare l'opera fuori dal Polo Reale, si potrebbe esporre l'Autoritratto in una sala di Palazzo Reale. Penso alla Sala degli Arazzi, o comunque in uno spazio adeguato a favorire l'accesso dei visitatori. Non un trasloco perma- nente, si intenda, ma per un periodo nei mesi di Expo, nei quali peraltro possiamo già contare su un programma ricchissimo ». Al ministro dei Beni culturali chiederemo anche risorse? «Senza dubbio il sostegno del ministero ad alcuni grandi progetti è per noi determinante. Dobbiamo consolidare il Polo Reale che a tutti gli effetti è un progetto nazionale. Il ministro lo conosce bene. Ma c'è anche Torino Esposizioni, dove vogliamo far nascere un innovativo polo culturale nel quale trasferire la sede centrale della Biblioteca civica». Ha già incassato una risposta positiva? «Per ora posso dire di avere la promessa di un impegno». Quanto vale questo vertice dei ministri europei a Venaria? «Molto. Mi pare che sia il miglior riconoscimento del fatto che Torino è città di avanguardia sul fronte della cultura. Per noi la cultura è un fattore costitutivo di un modello di sviluppo, non soltanto aggiuntivo. Cosa offre la città in questi giorni è li a dimostrarlo, dall'inaugurazione della mostra di Lichtenstein a Torino Spiritualità al convegno di giovedì delle Istituzioni culturali al Campus Einaudi al quale parteciperà anche il ministro. Senza dimenticare la Notte Blu dell'arte di questa sera. E oggi alla Fondazione Sandretto sono riunite quindici fondazioni per dar vita ad un network sull'arte contemporanea. Un forte rilancio per Torino che peraltro sul contemporaneo ha sempre giocato un ruolo molto forte». Il decreto Franceschini insiste molto sulla necessità di far crescere il contributo dei privati. Lei è soddisfatto di come ha lavorato la Fondazione per la cultura, che ha come obiettivo la raccolta di fondi privati? «Si è dimostrata una scelta giusta. Si tenga conto che tutti i principali eventi culturali, dal Jazz Festival a Mozart, da Mito alla Biennale sono stati possibili grazie ad una copertura dell'80 per cento arrivata dalla Fondazione. E sui cento milioni che abbiamo destinato alla cultura nel 2013, 25 arrivano dai privati». Sulla Superfondazione che dovrebbe riunire il Castello di Rivoli e i musei civici ci sono timori che il matrimonio possa non essere così facile. Ce la farete per fine anno? «L'operazione è affidata alla Fondazione Musei. Ci credo molto. È importante che ci sia un'unica istituzione museale. Anche dal punto di vista politico». RIPRODUZIONE RISERVATA " Durante l'Expo vorremmo esporre l'autoritratto di Leonardo in una sala di palazzo Reale, quindi senza spostarlo Chiederemo al ministero anche un sostegno per la nuova sede della biblioteca civica che nascerà a Torino Esposizioni PIERO FASSINO SINDACO DI TORINO