E'NATO ieri a Torino, e viene presentato oggi durante un convegno in via Modane, il Comitato di Fondazioni italiane d'Arte Contemporanea. Ne parliamo con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che ha lanciato l'iniziativa. Come è nata l'idea? «Guardi, l'8 maggio all'inaugurazione del Salone del Libro il ministro Franceschini ha parlato dell'eccellenza dell'arte contemporanea in questa città e io l'ho ringraziato. Pochi giorni dopo sono intervenuta al convegno "Finanziare la cultura", che ha riunito al Teatro Parenti di Milano il meglio della cultura italiana, e ho lanciato l'idea di riunire le fondazioni che si occupano di arte contemporanea in Italia creando una rete e un dialogo tra pubblico e privato. Per me non è una novità, dal 2008 faccio parte del network di fondazioni europee Face, il mio sogno era quello di creare qualcosa di analogo da noi. Si voleva mettere a disposizione un'energia privata ed eccoci qui». Quanti hanno aderito? «Si sono contattate 17 o 18 fondazioni, ci hanno risposto positivamente in 15, dalle torinesi Merz e Spinola Banna, a Città dell'arte di Pistoletto, alla veneziana Palazzo Grassi Pinault, alle fondazioni Giuliani e Memmo di Roma, la Greco di Napoli, la Trussardi di Milano, la Antonio Ratti di Como, al Remotti di Camogli per non citare che alcuni esempi. Ci siamo dati uno statuto, da cui partire». L'iniziativa prende il via da Torino: è un caso? «Non è un caso dato che questa città dal '59 con la nascita della Gam, poi con il Castello di Rivoli dall'84, ha fatto tanto per il contemporaneo, dimostrandosi sempre aperta al nuovo. Anche per questo hanno accettato tutti con entusiasmo di venire a Torino, da varie parti d'Italia». Una forma di riscatto per la città, in un momento difficile anche nel settore dell'arte di oggi? «E' vero, è un momento delicato per la nostra città: di questo voglio parlare oggi al convegno. L'arte contemporanea torinese è un ecosistema, un serbatoio di idee ed esperienze: è importante prendere decisioni, necessarie e urgenti, per impedire che questo patrimonio si disperda». Che tipo di decisioni vanno prese? «Si deve decidere se si farà la Superfondazione oppure no, se il Castello di Rivoli ne farà parte, se quel museo è ancora abbastanza contemporaneo ed economicamente sostenibile. L'importante è comunque decidere: Torino ha bisogno di conti- nuare a essere un centro di produzione del contemporaneo, in tutte le sue discipline. Credo che oltre che di promozione e valorizzazione sia importante parlare proprio di produzione ». Il Comitato intende associare arte contemporanea e turismo: quali strategie si possono immaginare? «E' importante continuare a comunicare ciò che l'Italia può dare sul piano dei beni antichi e del paesag- gio, ma è ora anche di proporre una visione per il contemporaneo. E' un campo più difficile, occorre allora parlare di educazione, formazione e mediazione, per aprire a un nuovo pubblico che si interessi dell'arte di oggi. Il Comitato non intende certo proporre solo mostre, ma avvicinare la gente all'arte più recente». Che cosa chiederete al ministro? «Vorremmo diventare degli interlocutori: siamo istituzioni che lavo- rano da tanti anni, con una tradizione consolidata: ora mettiamo a disposizione del Ministero la nostra esperienza e le nostre relazioni, una rete che dialoghi a livello regionale e nazionale. Insomma, vogliamo dire che noi ci siamo». Tra le priorità della riforma dei beni culturali c'è il rapporto tra pubblico e privato. E' anche in questo senso che vi proponete? «Il convegno di oggi mette al centro questo rapporto, spero che ognuno dei partecipanti dica a ciò che pensa e vuole continuare a fare. E spero sia anche l'occasione per parlare di Torino e del suo sistema dell'arte contemporanea, con un occhio al futuro per un settore così importante e che ha dato tanto alla città».
TORINO - "Arte contemporanea ora Torino è davvero la capitale italiana"
Il Comitato di Fondazioni italiane d'Arte Contemporanea è nato a Torino e viene presentato oggi durante un convegno. L'idea è stata lanciata da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che ha chiesto di riunire le fondazioni che si occupano di arte contemporanea in Italia per creare una rete e un dialogo tra pubblico e privato. Ci sono state 15 fondazioni che hanno accettato di aderire, tra cui quelle di Torino, Milano e Venezia. Il Comitato intende associare arte contemporanea e turismo e vuole promuovere la produzione di arte contemporanea in Italia.
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