PER intervenire nel dibattito in corso sullo sviluppo dell'area della ex Italsider a Bagnoli è necessario riepilogare succintamente gli antefatti: nel 1993 l'allora sindaco Antonio Bassolino chiamò nella sua giunta al Comune di Napoli Vezio De Lucia, un urbanista formatosi nella cultura di Italia Nostra. Egli introdusse il corretto metodo della pianificazione urbanistica e istituì l'Ufficio di Piano. Gli indirizzi per l'area occidentale di Napoli, poi recepiti dal piano regolatore del 2004, prevedevano il grande parco a verde pubblico e il ripristino della morfologia originaria della costa da Nisida a Bagnoli con la spiaggia pubblica per la balneazione. Quindi la riappropriazione del mare da parte dei napoletani meno abbienti. La posizione di Italia Nostra in questi anni si è attestata sulla difesa e per l'attuazione del piano regolatore Bassolino-De Lucia. Successivamente il sindaco Luigi de Magistris, nel cui programma politicoamministrativo era pure prevista l'attuazione del piano regolatore, ha invece, con l'Accordo di programma firmato con il governo il 14 agosto, stravolto gli strumenti urbanistici consentendo la ricostruzione sull'arenile di Coroglio (andrà indietro di pochi metri) di Città della scienza, di cui era invece prevista la delocalizzazione. È ora singolare che il sindaco intenda opporsi al decreto governativo Sblocca-Italia voluto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, lamentando l'esautoramento del Comune, dal momento che ha proceduto alla deregulation urbanistica ignorando anche il vincolo paesaggistico sull'area, apposto dal ministero dei Beni culturali nel 1999, come ha denunciato Eduardo Cicelyn nel suo intervento su "Repubblica Napoli" del 19 settembre. Circa il programma governativo di "riqualificazione e rigenerazione urbana" per Bagnoli, condividiamo la recente posizione propositiva dell'associazione "Noi per Napoli" (intervento di Pasquale Belfiore su "Repubblica Napoli" del 16 settembre): la redazione di un masterplan, promosso e gestito dal Soggetto attuatore governativo, ecocompatibile e con la collaborazione di alti livelli professionali internazionali nei settori urbanistico-finanziario. Italia Nostra intende però richiedere al futuro Commissario governativo che vengano posti preliminarmente nel masterplan precisi paletti. Esso deve assorbire rivedendo le violazioni urbanistiche e paesaggistiche il citato Accordo di programma; deve confermare la presenza del parco a verde pubblico, nonché la ricostituzione della spiaggia con cui è incompatibile il polo nautico ventilato dal Comune, che punta sulla nautica da diporto non certo sulla balneazione. Inoltre il masterplan non deve costituire la prima fase di un nuovo piano urbanistico della città metropolitana accantonando il piano regolatore vigente, da cui invece è necessario prendere le mosse per aggiornarlo in chiave metropolitana; infine deve porre grande attenzione alla circostanza che l'area flegrea rientra nel perimetro della zona rossa a grande rischio eruzioni. È in via di ultimazione il piano di prevenzione e sicurezza flegreo, che deve essere approvato dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dal governo. Ne consegue una serie di problemi: in particolare va adeguata la rete stradale di uscita dai Campi flegrei, e soprattutto è improponibile dal punto di vista urbanistico invocare (Renato De Fusco, "Repubblica Napoli" del 20 settembre) nuove residenze abitative, mentre vanno previsti il decongestionamento edilizio e misure di sicurezza per le comunità interessate. L'autore è presidente di Italia Nostra a Napoli