CRISTINA Acidini, soprintendente del Polo museale, è indagata dalla Corte dei Conti e dalla procura di Firenze. Con lei, nell'indagine con cui si ipotizza a loro carico l'abuso d'ufficio, anche il suo predecessore al vertice del Polo, nonché ex ministro dei beni culturali, Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani, oltre a un funzionario del Polo, Marco Fossi, e a un assicuratore. L'indagine riguarda una convenzione con l'assicurazione Axa-art per la copertura di opere d'arte prestate all'estero, che sarebbe stata stipulata per importi superiori al tetto fissato dalla normativa europea sulle assegnazioni senza gare. L'inchiesta della magistratura contabile riguarda i canoni - troppo bassi secondo l'accusa - stabiliti per far tenere concerti di musica classica al giardino di Boboli. Ieri Acidini ha annunciato le sue dimissioni. «Le ho presentate al ministero il 5 settembre», chiarisce per far capire come la sua decisione non sia legata all'indagine. «La scelta era già maturata ed è legata ai probabili effetti della riforma dei Beni culturali del ministro Franceschini che, nel futuro assetto di soprintendenze e musei, non prevede una posizione paragonabile alla mia attuale». La supersoprintendenza ai musei statali fiorentini era stata istituita nel 2001 e dal 2003 è dotata di autonomia finanziaria. Lo storico dell'arte Tomaso Montanari, da sempre critico con Acidini, commenta: «Finisce un sistema di potere, è una buona notizia per Firenze».
FIRENZE - Due inchieste: Acidini lascia il Polo museale
La soprintendente del Polo museale, Cristina Acidini, è indagata dalla Corte dei Conti e dalla procura di Firenze per l'abuso d'ufficio. L'indagine riguarda una convenzione con l'assicurazione Axa-art per la copertura di opere d'arte prestate all'estero, che sarebbe stata stipulata per importi superiori al tetto fissato dalla normativa europea. Inoltre, l'inchiesta riguarda i canoni troppo bassi stabiliti per far tenere concerti di musica classica al giardino di Boboli. Acidini ha annunciato le sue dimissioni, che non sono legate all'indagine, ma sono state decise in anticipo a causa della riforma dei Beni culturali del ministro Franceschini.
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