GIÀ indagata per incauto acquisto dalla Procura della Corte dei Conti del Lazio - per aver caldeggiato l'acquisto da parte dello stato, a 3 milioni e 250 mila euro, di un crocifisso soltanto attribuito a Michelangelo, non autentico secondo la maggior parte degli studiosi - la soprintendente del Polo Museale Cristina Acidini è finita ora nel mirino anche della magistratura contabile della Toscana, nonché della Procura della Repubblica di Firenze. Ma non solo. Acidini rivela di aver inviato al ministero dei beni culturali, il 5 di settembre, le sue dimissioni dalla guida del Polo, dove si trova dal 2006, con un gesto che però, sottolinea, «non è legato alle inchieste, ma alla riforma Franceschini», che ha rivoluzionato la dirigenza territoriale dei beni culturali. Con lei, nell'inchiesta della Procura con cui si ipotizza l'abuso d'ufficio, anche il suo predecessore al vertice del Polo, nonché ex ministro dei beni culturali, Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani, un funzionario del Polo, Marco Fossi, e a un assicuratore. L'indagine ruota intorno ad una convenzione con l'assicurazione Axa-art per la copertura di opere d'arte prestate all'estero, che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata stipulata per importi superiori al tetto fissato dalla normativa europea e oltre il quale non è possibile fare assegnazioni senza gare. L'inchiesta della Corte dei Conti, invece, contesta a Acidini di aver concesso a titolo gratuito per eventi dal vivo il giardino di Boboli ad un privato, senza chiedere in cambio, come avrebbe dovuto, una valorizzazione del luogo monumentale. Tramite il suo legale Nino D'Avirro, la soprintendente ha definito il suo comportamento nella vicenda «trasparente e documentalmente verificabile», sottolineato come «nessun vantaggio sia derivato né a lei stessa né agli altri indagati», e di aver «agito nell'esclusivo interesse pubblico». Replica anche Antonio Paolucci: «Credo sia una stupidaggine, chiarirò quando mi chiameranno». Quanto alle sue prossime dimissioni, niente a che fare con le inchieste, sostiene Acidini, bensì, «dopo oltre 38 anni di servizio», con la «valutazione dei probabili effetti della riforma in itinere», da poco varata dal ministro dei beni culturali. Nel futuro assetto di soprintendenze e musei, infatti, «non è prevista una posizione paragonabile alla mia attuale, che il Ministero mi ha assegnato nell'ottobre 2006». Se il ministero le accoglierà, spiega, le dimissioni «escludono una ricollocazione, ma implicano una cessazione dal servizio». Potrebbe esserci qualcos'altro, dopo Firenze? «No» dice Acidini, «ora che ho davanti la fase finale della mia carriera non mi sento di avviare un percorso nuovo».
FIRENZE - Assicurate ma senza gara le opere prestate all'estero indagati Acidini e Paolucci
La soprintendente del Polo Museale Cristina Acidini è stata indagata dalla Procura della Corte dei Conti del Lazio per incauto acquisto di un crocifisso attribuito a Michelangelo. La stessa è stata anche indagata dalla magistratura contabile della Toscana e dalla Procura della Repubblica di Firenze. Acidini ha inviato le sue dimissioni dal Polo Museale, ma sostiene che non sono legate alle inchieste. Il suo predecessore, Antonio Paolucci, e un funzionario del Polo, Marco Fossi, sono stati anche indagati. L'inchiesta ruota intorno ad una convenzione con l'assicurazione Axa-art per la copertura di opere d'arte prestate all'estero.
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