CARRARA Il piano paesaggistico regionale rimette in discussione il porto turistico. E gli imprenditori nautici, aderenti a Cna, minacciano di andarsene in Liguria. Secca la replica di Amare Marina: «Ci sconcertano - scrive l'associazione - le argomentazione di Cna, questo è un pretesto per creare allarmismo in chi non conosce la realtà dei fatti, e cioè che un porto turistico tra la foce del Carrione e il Lavello rischierebbe di essere una bomba ad orologeria per la sicurezza idrogeologici. Il piano paesaggistico - l'associazione entra nei dettagli - non fa altro che indicare leggi e decreti che già tutelano la costa e Cna dovrà prenderne atto. La politica deve in primis tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. "Vent'anni di chiacchiere" - Amare Marina Mutua una frase di Cna - sono state fatte anche dalle categorie che hanno sostenuto un sito sbagliato. La realtà e che nella nostra zona manca la cultura del progetto. Riconvertire la struttura portuale esistente - questa è la proposta - in turistico diportistica richiamerebbe investimenti con aumento dell' occupazione e conseguente riqualificazione di Marina. Vista l'impossibilità oggettiva di costruire il porto turistico al Carrione, invitiamo l'amministrazione a chiedere la revisione dei confini dell'area portuale per ritornare in possesso dell'unico affaccio al mare libero da muri e capannoni di Marina».
TOSCANA - Basta con gli allarmismi
Il piano paesaggistico regionale ha messo in discussione il porto turistico di Carrara, minacciando gli imprenditori nautici di andarsene in Liguria. L'associazione Amare Marina ha risposto criticando le argomentazioni di Cna, che considera un pretesto per creare allarmismo. Il piano paesaggistico non fa altro che indicare leggi e decreti che già tutelano la costa. Amare Marina propone di riconvertire la struttura portuale esistente in turistico diportistica, che richiamerebbe investimenti e occupazione.
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