Castelvetrano. «Nella valle del Cottone, all'interno del parco ARCHEOLOGICO di Selinunte, abbiamo trovato la più grande industria di terracotta e ceramica del mondo antico. Risale al V secolo a. C. e con gli scavi di quest'anno siamo riusciti a determinarne la grandezza. Infatti, si estende su un'area di 1.250 metri quadrati e ha una lunghezza di 80 metri». È il professore Martin Bentz, che per cinque settimane ha guidato il team dell'Istituto ARCHEOLOGICO germanico di Roma e dell'Università di Bonn negli scavi conclusi ieri, a rendere nota l'importante scoperta archeologica nel corso di un incontro svolto al baglio Florio, al parco ARCHEOLOGICO di Selinunte, al quale, tra gli altri, hanno preso parte l'ex direttore del sito e quello attuale: Caterina Greco e Giovanni Leto Barone. L'industria ha 80 fornaci, tra cui una con un diametro di oltre cinque metri venuta alla luce lo scorso anno. La porzione di territorio che quest'anno è stata interessata dagli scavi aveva 5 fornaci. «Le fornaci - ha spiegato Martin Bentz - erano vuote e non possiamo dire con certezza cosa producessero anche se un'idea ce l'abbiamo. La fornace grande, per noi, serviva alla realizzazione delle tegole in terracotta e le altre più piccole per la produzione di vasi, statue e altro materiale. Siamo riusciti a realizzare la pianta dell'officina che era stata costruita alla perfezione dagli urbanisti selinuntini. C'erano la strada, le botteghe, i luoghi della lavorazione e cottura della terracotta, i cortili e un ingresso per i carri. La tecnica edilizia utilizzata era a scacchiera ed è visibile da un pezzo di muro che è riaffiorato. Inoltre, quest'anno, per i nostri studi, ci siamo avvalsi di ricerche svolte con il georadar». È dal 2010 che ogni estate il professore Bentz guida gli scavi che grazie a finanziamenti dell'Istituto germanico di Roma potranno andare avanti per altri due anni. Quest'anno con lui hanno collaborato 15 archeologi e 8 operai. Già lo scorso anno era venuta alla luce un'area ancora molto ben conservata, con pavimento con tegole in terracotta e dotata di un pozzo profondo e con anelli, sempre in terracotta, dal quale, molto pare venisse prelevata l'acqua utile a lavorare l'argilla. Durante gli ultimi scavi del 2013 era stata trovata pure una zona più arcaica del quartiere. Quest'anno, tra l'altro, sono stati recuperati (sempre in terracotta) una tartaruga, una piccola zampa di cavallo, una matrice per la produzione di teste in terracotta e ceramica e una coppa con figure del VI secolo avanti Cristo. Margherita leggio 20092014
SICILIA. SELINUNTE. L'industria della ceramica greca. È la più grande mai ritrovata. Ottanta fornaci su un'area di 1.250 mq
Nella valle del Cottone, all'interno del parco archeologico di Selinunte, è stata scoperta l'industria di terracotta e ceramica più grande del mondo antico, risalente al V secolo a.C. L'industria si estende su un'area di 1.250 metri quadrati e ha una lunghezza di 80 metri. Il professore Martin Bentz ha guidato il team di scavi, che ha recuperato 80 fornaci, tra cui una con un diametro di oltre cinque metri. Le fornaci erano vuote e non si sa con certezza cosa producevano. La tecnica edilizia utilizzata era a scacchiera e si è potuta vedere da un pezzo di muro riaffiorato.
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