Il sogno è finito, il sogno continua. Si scusa Rolando Picchioni, dopo le sue vivaci proteste per l'assenza del ministro della Cultura nel giorno dell'apertura di Librolandia. E Rocco Buttiglione ricambia con tanto di gratifica all'indirizzo del segretario generale della manifestazione del Lingotto: «È l'unico politico che, a mia memoria, citi T. S. Eliot». La diciottesima Fiera internazionale del Libro di Torino, di fatto, si chiude in questo modo. Tutti felici e contenti, da Picchioni ad Ernesto Ferrero, dunque, non soltanto per il numero dei visitatori (oltre 225 mila, in linea con l' edizione dell'anno scorso) e per le buone vendite degli editori, la buona presenza a convegni e dibattiti (da «Lingua Madre», un successo, a «Ti leggerò i giochi», allo spazio per i ragazzi), ma soprattutto per il prestigio vero che ha assunto in Italia e all'estero. Un prestigio effettivo. Tanto che ecco la notizia dell'ultima ora si propone di varare e guidare, in sinergia con le città che ospitano festival letterari e con altri enti, un'Associazione del Libro in grado di divenire l'interlocutrice numero uno del governo per attivare politiche di sostegno e di sviluppo in questo settore. Se ne parlerà in autunno a Saint Vincent, in Val d'Aosta, in occasione dei seminari per addetti ai lavori che la Fiera promuoverà. È un arrivederci lieto, già foriero di quanto avverrà fra un anno: l'appuntamento del 2006, che coincide con l'avvio dei programmi che trasformeranno Torino, insieme a Roma, in capitale mondiale del libro per un anno intero. Un bilancio scandito anche dalla visita del presidente del Senato Marcello Pera, dal passaggio di testimone alla guida di turno della Fondazione pubblica per il libro, la musica e la cultura da Mercedes Bresso ad Antonio Saitta, nonché dalla conferenza stampa di chiusura allo stand della Provincia e dal tradizionale taglio della torta allo spazio della Rai. Con l'ipotesi verosimile, e forse imminente, come ha detto la Bresso, di un ingresso del ministero della Cultura nella Fondazione. Si tratta di un'operazione cominciata tempo fa e successivamente arenatasi, che adesso sembra prossima a sbloccarsi. Nata come avventura grazie ad Angelo Pezzana e a Guido Accornero, consolidatasi attraverso mari procellosi e infine divenuti tranquilli, la nave del salone ora va davvero pure per quanto riguarda i suoi approdi nei porti del business, come dimostrano l'attenzione mostrata verso la Fiera dalla Buchmesse di Francoforte e dal Festival del Cinema di Cannes. Qualche cifra può dare l'idea di ciò che si sta muovendo. Ha esordito il Book Production Chain, dedicato ai fornitori di tecnologie e agli stampatori. Si è replicato l'International Book Forum, per la contrattazione di diritti editoriali, che ha fatto registrare 1500 incontri professionali, ai quali hanno preso parte più di 100 editori stranieri. E si è confermato il Book Film Bridge, il mercato per il commercio dei diritti tra editoria, produzione audiovisiva, cinema e nuovi media. Vi hanno partecipato in 150, suddivisi tra 48 case editrici e 102 società di produzione audiovisiva. Tradotto in presenze umane, tutto ciò ha significato l'arrivo di 270 professionisti provenienti dal mercato europeo e americano, con 33 progetti di lancio di documentari e di cartoon.
Librolandia, il sogno continua
La diciottesima Fiera internazionale del Libro di Torino si è conclusa con un buon successo, con oltre 225 mila visitatori e buone vendite degli editori. Il prestigio della manifestazione è aumentato in Italia e all'estero, e si propone di varare un'Associazione del Libro per attivare politiche di sostegno e di sviluppo nel settore. La Fiera ha ospitato vari eventi, tra cui un convegno per i ragazzi e un mercato per il commercio dei diritti tra editoria e produzione audiovisiva. La manifestazione ha anche visto la visita del presidente del Senato Marcello Pera e la conferenza stampa di chiusura. Si prevede un ingresso del ministero della Cultura nella Fondazione per il libro, la musica e la cultura.
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