Il Circolo Legambiente Erei torna a parlare del Castello di Lombardia dopo gli interventi dell'assessore Nasonte e delle altre associazioni che hanno a cuore il futuro del monumento ennese. Per Legambiente quello che ad oggi appare inequivocabile è che «lo stato di pesantissimo degrado del monumento non può che essere ascritto da un lato alla mancanza cronica di finanziamenti per mantenerne le imponenti strutture e dall'altro alla mancanza di conoscenze su diversi aspetti del complesso. Di tale degrado - continuano - va e imputato l'ente proprietario, il Demanio dello Stato, che ha semplicemente lasciato che il monumento venisse interessato esclusivamente dai finanziamenti e dalle attenzioni degli enti locali e della soprintendenza, in questi anni sempre più a corto di danaro. La apertura diverse decine di anni addietro, dell'anello stradale poi intitolato a Nino Savarese che, se in gran parte del circuito ha semplicemente accerchiato la scarpa rocciosa, proprio nella porzione di Nord tra la cosiddetta Torre della Zecca e i contrafforti della Torre Pisana, verticalizzò la scarpa e mise ulteriormente a nudo la porzione marnosa accentuandone il disgregamento». Rimane negativo il giudizio per «l'intervento di scasso a trincea realizzato dalla ditta aggiudicatrice» giudicato «di grande nocumento alla integrità della struttura, il giudizio espresso dai tecnici della soprintendenza circa le modalità inizialmente prescelte per intervenire, ci appare assolutamente condivisibile soprattutto nelle prescrizioni fornite». Stigmatizzabile per gli ambientalisti ennesi l'essere «giunti sino all'inevitabile tralasciando azioni di manutenzione ordinaria, controllo delle condizioni del masso roccioso e contrasto alla vegetazione ruderale, che con una continua manutenzione, anche attraverso l'uso di agenti di contrasto chimico, avrebbe di certo impattato di gran lunga meno». Ribadito il no per l'apposizione di reti e pannelli. Cruccio di Legambiente è «la mancanza di dati precisi circa l'iter di alcuni importanti finanziamenti chiesti già alcuni anni addietro a valere sui fondi Pisu Pist e che oggi sembrerebbero poter essere supportati da quanto stanziato per i programmi Poin, che consentirebbero di intervenire con tecniche di stabilizzazione profonda delle rocce, andando in breve a sostituire le reti con sistemi a basso impatto visivo». Legambiente ribadisce il sostegno all'azione sin qui messa in atto dal soprintendente e dalla struttura, chiedendo che si pervenga in breve ad un percorso che assicuri «il vincolo diretto su tutto il monumento compresa la scarpa rocciosa e tutta la cuspide orientale del monte di Enna; la messa in sicurezza delle murature esterne del castello con la eliminazione di quelle alberature il cui apparato radicale, sia all'interno che all'esterno del castello, possa essere di nocumento alle strutture antiche e medievali; la ridefinizione di un percorso che porti alla cessione almeno trentennale del monumento a un'amministrazione locale capace di seguirne continuamente le vicende; la definizione del parco dell'Acropoli che parta dalla antica strada di arroccamento e inglobi tutto il complesso del castello, la ripresa della ricerca archeologica nella contrada Santa Ninfa ed all'interno del castello, con la definizione di un percorso di protezione e fruibilità degli importanti ritrovamenti». Tiziana Tavella 20092014
SICILIA - Castello di Lombardia al centro di polemiche. Reti e pannelli: contraria anche Legambiente
Il Circolo Legambiente Erei ha espresso preoccupazione per lo stato di degrado del Castello di Lombardia, attribuendolo alla mancanza di finanziamenti e conoscenze. L'ente proprietario, il Demanio dello Stato, è stato criticato per aver lasciato che il monumento sia interessato solo dai finanziamenti e dalle attenzioni degli enti locali e della soprintendenza. L'intervento di scasso a trincea ha causato danni alla struttura. Legambiente ha chiesto azioni per la manutenzione ordinaria, il controllo delle condizioni del masso roccioso e il contrasto alla vegetazione ruderale.
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