Ceramiche, anfore, statue in marmo: sono questi i reperti rinvenuti durante alcuni scavi in località Faustinella, a Desenzano, che da ieri sono visibili per la prima volta al museo archeologico Rambotti. All'inaugurazione delle due nuove sale hanno partecipato circa 150 persone. «Sono ancora molti i desenzanesi che non conoscono questi tesori», spiega l'assessore alla Cultura, Antonella Soccini. Il progetto dell'amministrazione è quello di legare in un «unico percorso» le visite alla villa romana, al castello e, appunto, al museo Rambotti, lo stesso che contiene l'aratro più antico del mondo, rinvenuto nell'area archeologica (Unesco) del Lavagnone. L'aratro, scoperto nel '78, è un pezzo privilegiato della collezione, ma allo stesso tempo è un reperto fragile. «Chi immagina di portarlo fisicamente ad Expo sottolinea l'assessore Soccini non si rende conto dei danni che potrebbe subire». Spostarlo, quindi, è quasi impossibile. «L'ha detto anche la Soprintedenza», ripete Soccini. Che però è del tutto disponibile «a promuovere simbolicamente l'aratro ad Expo come immagine spiega l'assessore che si lega al tema dell'alimentazione». (m.tr.)
Desenzano. Il museo Rabotti si fa più ricco
Ceramiche, anfore, statue in marmo: sono questi i reperti rinvenuti durante alcuni scavi in località Faustinella, a Desenzano, che da ieri sono visibili per la prima volta al museo archeologico Rambotti. All'inaugurazione delle due nuove sale hanno partecipato circa 150 persone. Sono ancora molti i desenzanesi che non conoscono questi tesori, spiega l'assessore alla Cultura, Antonella Soccini. Il progetto dell'amministrazione è quello di legare in un unico percorso le visite alla villa romana, al castello e, appunto, al museo Rambotti, lo stesso che contiene l'aratro più antico del mondo, rinvenuto nell'area archeologica (Unesco) del Lavagnone. L'aratro, scoperto nel '78, è un pezzo privilegiato della collezione, ma allo stesso tempo è un reperto fragile. Chi immagina di portarlo fisicamente ad Expo sottolinea l'assessore Soccini non si rende conto dei danni che potrebbe subire. Spostarlo, quindi, è quasi impossibile. L'ha detto anche la Soprintedenza, ripete Soccini. Che però è del tutto disponibile a promuovere simbolicamente l'aratro ad Expo come immagine spiega l'assessore che si lega al tema dell'alimentazione. (m.tr.
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