L'ACQUA che infrange le finestre di Palazzo Pitti e le vetrate della sagrestia nuova di San Lorenzo, scroscia dai soffitti della Biblioteca nazionale e del Salone dei Cinquecento, innaffia gli affreschi bizantini di San Miniato e i preziosi merletti di Palazzo Davanzati, invade cortili, saloni e navate di musei, chiese e palazzi storici. Pioggia, vento e grandine cessano dopo pochi minuti, mentre serviranno ancora molte ore, forse giorni per calcolare con esattezza i danni che quello che è stato definito un «evento meteorologico estremo» ha provocato al patrimonio culturale fiorentino. Immediato l'allarme agli Uffizi, chiusi subito dopo la grandinata insieme ai musei di Palazzo Pitti, a San Marco e a Palazzo Davanzati per permettere controlli straordinari: nella casa della Primavera e della Nascita di Venere, tuttavia, la paura durerà appena qualche ora, e la galleria riaprirà al pubblico rispettando il prolungamento di orario (fino alle 21) del venerdì, con possibilità per i visitatori già in possesso di biglietto di tornare oggi quando il museo resterà aperto fino alle 23 al prezzo speciale di 1 euro, come molti altri siti statali, per le Giornate europee del patrimonio o domani. Il bilancio, per il momento, si limita a due cornici bagnate: «Il fatto che non vi siano stati danni alle opere dice il direttore Antonio Natali ha oggettivamente del miracoloso». Il vento, spiega poi, non ha risparmiato il Corridoio Vasariano, «spalancando i finestroni e portando l'acqua al suo interno proprio durante una visita. Se la situazione è stata tamponata rapidamente è merito di tutti i dipendenti della galleria che si sono fatti in quattro». Non è andata altrettanto bene a San Marco, che resterà chiuso fino a martedì per problemi di stabilità alle piante del chiostro, a Palazzo Davanzati, che riaprirà oggi ad eccezione della sala dei merletti, dove si sono verificate gravi infiltrazioni, e a Palazzo Pitti, aperto anch'esso oggi ma solo parzialmente, con due sale della Galleria del Costume sbarrate e l'accesso spostato al varco del Rondò di Bacco a causa delle transenne necessarie per permettere la sostituzione dei vetri sulla facciata principale, andati in frantumi. Incolumi invece Galleria Palatina, Galleria d'arte moderna e museo degli argenti anche se per un'esatta stima dei danni precisano dal Polo museale fioren- tino si dovrà aspettare oggi, una volta che tutti i sopralluoghi tecnici saranno ultimati. L'acqua ha invaso anche il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, scrosciando dal soffitto davanti agli occhi increduli di custodi e turisti, e riversandosi sul pavimento e sulla parete attigua allo studiolo di Francesco I. Infiltrazioni nonostante le finestre chiuse anche nel Salone dei Dugento e in altri spazi del palazzo, che è comunque rimasto aperto e visitabile tutto il giorno così come il museo del Novecento e il museo Bardi- ni. Chiuso invece, per precauzione, il Forte Belvedere, dove la pioggia ha devastato il bar e parte dell'allestimento della mostra di Giuseppe Penone risparmiando tuttavia, miracolosamente, le sculture dell'artista. Ancora da quantificare i danni alla Biblioteca nazionale, che è stata evacuata e chiusa al pubblico fino a lunedì per permettere le necessarie verifiche. In particolare, spiega la direttrice Maria Letizia Sebastiani, l'acqua è penetrata all'interno dell'edificio a causa della rottura dei vetri infranti dalla grandine e delle porte spalancate dal vento: «E' piovuto nella sala consultazione: si è bagnata una piccola quantità di volumi. In parte bagnato anche il fondo delle carte geografiche e delle stampe. Nessun problema invece per i manoscritti rari, né per i libri custoditi nei depositi sotterranei, da tempo protetti da buste di plastica conservati in sottovuoto. Il personale è stato bravissimo». Nella basilica di San Miniato l'acqua ha invaso metà della navata centrale, costringendo i monaci a rimuovere le panche, ed è colata sugli affreschi bizantini, rovinandoli, mentre la grandine ha spaccato un finestrone della facciata e alcune bifore. Danni anche ad alberi, alle piante e alla facciata in pietraforte del convento, che si è in parte sgretolata. Vetrate infrante anche alla sagrestia vecchia di San Lorenzo, dove l'acqua ha rovinato alcuni mobili oltre ad abbattersi sulle storiche azalee nel chiostro della basilica: «Da subito siamo stati in contatto con la soprintendenza, adesso dobbiamo verificare se vi siano stati altri danni, in particolare sul- la facciata», ha spiegato il presidente dell'Opera Medicea Laurenziana Enrico Bocci. Transennata sul retro la chiesa dei Santi Apostoli, con crolli di pietre in piazzetta del Bene, mentre nessun danno si è verificato nei palazzi dell'Opera di Santa Maria del Fiore, dove l'acqua ha invaso soltanto corridoi e uffici, risparmiando il patrimonio monumentale, Duomo compreso. Rimandata infine la "Cena bianca" che avrebbe dovuto svolgersi ieri sera al piazzale Michelangelo.