Dieci minuti di delirio poco prima delle 13 e il polo museale fiorentino va in tilt. Uffizi, Boboli, San Marco, Palazzo Davanzati, Palazzo Pitti, Bargello e Accademia chiusi sotto il peso di una grandine violentissima e di una tromba d'aria potente. Palazzo Vecchio che registra infiltrazioni d'acqua nel Salone dei Cinquecento e nel salone dei Dugento, mentre il cielo si è fatto buio. Il bilancio di ieri è pesante. In serata riapriranno gli Uffizi, il Bargello e l'Accademia, non gli altri luoghi del pellegrinaggio di turisti. In città è il panico, a Roma a metà pomeriggio il ministero dei Beni Culturali spiega di aver già attivato un'unità di crisi per valutare l'entità dei danni e programmare eventuali interventi di restauro. Andando in giro per i musei cittadini, ci si imbatte in funzionari del ministero con in mano scope e secchi; si fa la conta dei danni ed emerge con maggiore chiarezza cosa è stato colpito, dove sono i danni più seri. Al primo posto il museo di San Marco, che resterà chiuso non si sa fino a quando. E questo perché, come spiegano dall'ufficio tecnico, il grande cedro del Libano che si erge nel chiostro di Sant'Antonino ha ceduto alla violenza del vento. Sono caduti molti rami, molti altri sono pericolanti. Stamattina i vigili del fuoco proveranno a intervenire di nuovo, ma non è escluso che per mettere in sicurezza il chiostro ci voglia qualche giorno, potrebbe essere indispensabile utilizzare una gru. Agli Uffizi si sono spalancate alcune finestre, danneggiate le cornici di due quadri e alcune tegole sul tetto sopra San Pier Scheraggio si sono spostate, dentro i turisti hanno vissuto momenti di terrore. Si è allagato il pavimento del Corridoio Vasariano che ha preso acqua dalle finestre verso Santa Trinita. Pesanti infiltrazioni anche nella basilica di San Miniato dove si sono bagnati alcuni affreschi di Paolo Uccello (nella navata destra) e quelli accanto all'ingresso della sagrestia, alcuni vetri in frantumi sulla facciata e nel palazzo dei vescovi. A San Lorenzo la bomba d'acqua ha danneggiato le vetrate della finestra della Sagrestia Vecchia. Al museo di Palazzo Davanzati si è riempita d'acqua la sala dei merletti, e si è bagnata gran parte della collezione. È Palazzo Pitti, con San Marco, a subire i danni peggiori: nella Galleria Palatina alla fine sono sei i vetri distrutti dalla furia del vento, quattro dal lato della piazza, due verso l'interno; anche alla Galleria d'Arte Moderna la situazione è critica, i vetri rotti sono cinque e quattro di questi sono prospicienti l'ingresso. Palazzo Pitti è stato transennato per evitare danni alle persone che passeranno lì sotto prima degli interventi di ripristino delle finestre. Si è allagata una sala della Galleria del Costume e il salottino cinese. Palazzo Pitti oggi sarà aperto solo parzialmente.