Il vento che apre le finestre della terrazza, l'acqua che entra a fiumi, la grandine che infrange i vetri. E poi l'evacuazione degli studenti e il salvataggio di preziosi documenti del Seicento e del Settecento. Maria Letizia Sebastiani, direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ricorderà per molto tempo la «giornata infernale» che ha vissuto ieri. E ripete, come fosse un mantra, che «se i danni sono contenuti lo devo alla bravura dei dipendenti. Devo dire grazie al personale che in poco tempo è riuscito a salvare tutto». Intanto, per motivi di sicurezza, la Biblioteca non aprirà prima di lunedì: «Siamo in attesa che vengano a rimettere a posto finestre e vetri. Ho già avuto un colloquio con il ministero, adesso bisogna capire a quanto ammontino i danni». Ieri, non appena la Sebastiani è stata avvertita dello stato delle terrazze ha immediatamente ordinato che gli utenti, un centinaio di ragazzi, fossero accompagnati fuori. Ci sono stati momenti di panico, ma poi tutto è rientrato: «Alcuni di loro si sono offerti di aiutarci per portare via il materiale, ma non potevo assumermi un rischio così grosso». Una volta evacuata la Biblioteca, dunque, è entrata in azione la squadra che si occupa delle emergenze: «Ci siamo dati da fare da soli, in attesa che arrivassero anche i vigili del fuoco». Ad intervenire per primo è stato il pool di restauratori che ha preso in carico una ventina di preziose carte geografiche e incisioni completamente bagnate. I documenti, risalenti al '600 e al '700, sono stati trasportati con cura e attenzione in un luogo lontano da finestre e lucernai per far in modo che si asciugassero e per poi essere lavati e deacidificati. «Temevamo potesse andare peggio e invece questa volta abbiamo avuto un po' di fortuna dice Barbara Cattaneo, che fa parte della squadra di sette restauratori in servizio alla Nazionale adesso ci aspetta un lavoro certosino e delicato. Queste stampe e incisioni sono già state ripulite una volta, continueremo a lavorarci su». La direttrice Sebastiani per precauzione, quando acqua e grandine hanno letteralmente spaccato le dieci finestre delle terrazze ha fatto smontare anche i vecchi cataloghi, evitando così, che l'acqua potesse deteriorarli. «Purtroppo abbiamo i seminterrati quasi sommersi, avremmo voluto svuotarli ma la dotazione della Nazionale non comprende delle pompe idrovore. Senza alcun timore di essere smentita posso dire che questa biblioteca ha un forte rapporto con l'acqua. E oggi lo ha dimostrato ancora una volta».
Alla Biblioteca la corsa per salvare le pagine del '600
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è stata colpita da un violento uragano che ha aperto le finestre della terrazza, inondando la biblioteca e causando danni significativi. La direttrice Maria Letizia Sebastiani ha ordinato l'evacuazione degli studenti e il salvataggio di documenti preziosi, tra cui carte geografiche e incisioni del '600 e del '700. I dipendenti della biblioteca hanno lavorato per salvare i documenti, trasportandoli in un luogo sicuro e asciugandoli. La direttrice ha affermato di essere grata per la bravura dei dipendenti e per la collaborazione del ministero.
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