Gli ingredienti per un romanzo alla Umberto Eco i sono tutti. Un prezioso manoscritto, custodito da frati e poi portato da Napoleone a Parigi, quindi conservato per secoli nella Biblioteca universitaria dell'Alma Mater ma scambiato per un altro rotolo più giovane. Quindi la scoperta della sua esistenza, nel maggio 2013. Solo ora però tutta la sua storia è stata ricostruita. È la storia del Rotulo 2, la Torah integrale più antica del mondo in mostra domenica 28 settembre in Santa Lucia. Gli ingredienti per un romanzo alla Umberto Eco ci sono tutti. Un prezioso manoscritto che riemerge dal passato, custodito da frati e poi portato da Napoleone a Parigi, quindi conservato per secoli nella Biblioteca universitaria dell'Alma Mater ma scambiato per un altro rotolo manoscritto più giovane e di nessuna importanza. Quindi la scoperta della sua esistenza, nel maggio 2013, e la certezza di essere in presenza del rotolo della Torah integrale più antico del mondo. Solo ora però tutta la sua storia è stata ricostruita. Grazie alla pazienza certosina di un gruppo di docenti e bibliotecari e alla non meno preziosa collaborazione della scienza: è solo con le analisi al Carbonio 14 che la datazione è ora incontrovertibile. Ma il giallo non è ancora del tutto risolto: perché gli ebrei avrebbe donato il Rotulo della Torah, per loro sacro e prezioso come una reliquia, ai frati di San Domenico? È di lui che parliamo, il Rotulo 2, il manoscritto del Pentateuco datato tra la seconda metà del XII secolo e l'inizio del XIII, il più antico al mondo. Conservato nella sezione manoscritti della Biblioteca universitaria con tutte le attenzioni che si devono a un reperto che ha quasi nove secoli di vita, il Rotulo 2 verrà presentato per la prima volta in pubblico, dalle 10 alle 18 di domenica 28 settembre nell'aula magna di Santa Lucia a conclusione della tre giorni del Cortile dei Gentili dedicata al Tempo. È proprio in occasione dell'ultima catalogazione che Mauro Perani, docente di ebraico all'Alma Mater, si accorge che quel rotolo manoscritto era quello antichissimo custodito dai Domenicani. Ed è grazie alla tenacia del dottorando Giacomo Corazzol, come ricorda lo stesso Perani, se la ricerca va avanti. Nel maggio 2013 la direttrice della Biblioteca universitaria Biancastella Antonino può annunciare che il Rotulo 2 è stato trovato. Da quel momento inizia la lunga ricerca per capire cosa ne è stato di lui fino a quel momento, ricerca condotta dallo stesso Perani insieme a Rita De Tata, responsabile della sezione manoscritti della Biblioteca che ha ricostruito tutta la storia in un articolo uscito sull'ultimo numero della rivista di storia diretta da Luciano Canfora. Il Rotolo 2, conservato dai Domenicani, era ritenuto autografo di Esdra. Alla mano dello scriba lo attribuiva una scritta, cucita a metà del documento, secondo la quale il rotolo era stato regalato dagli ebrei ad Aimerico Giliani da Piacenza, maestro generale dell'Ordine domenicano dal 1304 al 1311. Dal XVI secolo diventa un'attrazione per tutti i viaggiatori e gli studiosi stranieri che approdano a Bologna, dal re di Francia Francesco I al gesuita belga Andreas Schott fino al paleografo francese Bernard de Montfaucon che del Rotulo dette una dettagliatissima descrizione e che riportò per esteso nel suo Diarium italicum l'iscrizione latina ed ebraica che attribuiva a Esdra la scrittura del testo. Poi arrivò Napoleone che chiuse conventi e monasteri e requisì reliquie e preziosità, tra cui il Rotulo. Tornato integro dalla Francia nel 1815 ma senza più la famosa scritta, il Rotulo fu depositato e conservato nella Biblioteca pontificia, oggi Biblioteca universitaria. La mancanza della scritta fu alla base dell'equivoco che si è protratto fino all'anno scorso. Il testo scritto da Esdra venne infatti identificato con un altro Rotulo ebraico del Pentateuco, mutilo della prima metà: in realtà, datato tra XV e XVI secolo, fu donato dal papa Lambertini. Solo ora il mistero è stato risolto e grazie alla Famiglia Ottolenghi ora il Rotulo 2 potrà essere ammirato sotto la protezione di un vetrina in grado di conservarla al meglio.