Cambia la proposta dei privati. Una parte al Comune VERONA Il nuovo project financing per il recupero dell'Arsenale di Borgo Trento è pronto. La Rizzani De Eccher, che intende realizzarlo, si è detta pronta a presentare la «nuova versione» già nel corso della prossima settimana, ma per motivi tecnici si slitterà quasi certamente ai primi giorni di quella successiva. Il «nucleo» della nuova proposta consiste nella riduzione della parte privata del progetto (che s'incentrerà sulla futura «città del gusto», in collaborazione con il Gambero Rosso) e con l'aumento degli spazi pubblici. L'intera Corte Ovest (dove in un primo tempo era previsto l'insediamento di una scuola di alta moda e di altre attività private) resterebbe completamente affidata al Comune. A questo punto, la vera trattativa dovrebbe riguardare soprattutto il «quantum» dell'investimento da parte di palazzo Barbieri: se per realizzare l'intero progetto il Comune era disposto a versare 12 milioni di euro, per realizzarne una parte ridotta è probabile che si chieda di ridurre anche l'esborso. Il vicesindaco Stefano Casali ha ribadito peraltro che se il progetto dei privati non sarà convincente, si cercheranno altre strade, magari cercando di vendere qualche immobile pubblico (per esempio palazzo Pompei, una volta trasferito il museo). Ma in assenza di finanziamenti pubblici (che con questi chiari di luna pare proprio improbabile che arrivino) la strada resterebbe quella di sistemare l'esistente (riparando i tetti che continuano a crollare e aggiustando l'aggiustabile) rinviando a chissà quando progetti più ambiziosi. Il primo progetto dell'associazione d'imprese Rizzani De Eccher e Contec, presentato nella sede di Confindustria, prevedeva nella Corte Est, quella verso piazzale Cadorna, una scuola per l'infanzia, altre sale per mostre e incontri culturali, spazio giovani per musica ed eventi, per associazioni, volontariato e no profit, un centro anziani, biblioteca, audioteca, cineteca, ludoteca. Nella corte ovest si pensava al settore della moda e del design, con attività di formazione, e ancora un'agenzia di International Fashion Forecasting e uffici (ma l'intera Corte resterebbe adesso invece al Comune). Nella corte centrale si pensava appunto ad una «Città del Gusto», assieme al Gambero Rosso, e poi a un teatro caffè, una scuola del vino, una galleria d'arte. Nella palazzina di comando, l'edificio di entrata nell'ex complesso militare asburgico, erano infine previsti spazi espositivi, per il museo di Castelvecchio. Prosegue intanto l'iniziativa del Fai (Fondo Ambiente Italiano) che ha inserito l'ex Arsenale di Verona tra i «luoghi del cuore» da votare per difendere il sito «da pericolosi interessi di privatizzazione», come dicono i membri del Comitato sorto a questo scopo. Le schede vengono raccolte dal Comitato nel corso delle riunioni periodiche o anche ricevute semplicemente via e-mail. Il censimento termina il 30 novembre ed è possibile dare il proprio voto individuale, collegandosi al sito web del Fai, previa registrazione.
Verona. Arsenale, salta la corte ovest: il project ora è più leggero. Si tratta sul contributo pubblico
Il progetto di recupero dell'Arsenale di Borgo Trento è pronto per essere presentato. La Rizzani De Eccher si è detta pronta a presentare la nuova versione entro la prossima settimana. La nuova proposta consiste nella riduzione della parte privata del progetto e nell'aumento degli spazi pubblici. L'intera Corte Ovest sarà affidata al Comune. Il Comune è disposto a versare 12 milioni di euro per realizzare l'intero progetto. Se il progetto dei privati non sarà convincente, il Comune cercherà altre strade, come vendere immobili pubblici. In assenza di finanziamenti pubblici, la strada resterà quella di sistemare l'esistente.
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