VENEZIA Un affresco che occupa tutto il soffitto, costruito con un sistema così insolito e prezioso che a Venezia poche altre volte si è visto. La stessa tecnica è stata trovata anche in altri affreschi a Palazzo Grimani ma l'opera, così grande, non ha eguali in città. «Ci siamo trovati di fronte un'opera di grande pregio spiega Renata Codello, sovrintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Venezia che ha coordinato i lavori . Il restauro proprio per questo ha seguito un percorso scientifico preciso, che è partito dalle indagini endoscopiche ed è arrivato ad un percorso conservativo che puntasse alla mantenibilità». La sede è Ca' Dolfin, il restauro riguarda proprio il palazzo di Ca' Foscari, totalmente riportato agli splendori di un tempo in diciotto mesi e con una spesa (dell'università) di quasi due milioni di euro. Il soffitto e le pareti affrescate, il soffitto ligneo della sala adiacente, il riadattamento di due aule al pianterreno, tutto, ora, è stato ultimato e verrà aperto agli studenti. «E' stato necessario molto lavoro ma ne è valsa la pena ha detto Carlo Carraro, rettore di Ca' Foscari . Da domani l'aula magna torna agibile, ospiterà eventi all'altezza della sua bellezza». I restauri però non si sono fermati lì. Molto è stato fatto anche al secondo e al terzo piano dove verranno ospitati gli uffici della Fondazione Ca' Foscari (ieri, però, totalmente inaccessibili e chiusi a chiave uno per uno), che lasceranno contemporaneamente liberi i locali di Ca' della Zorza. Una scelta, questa, che ha scatenato le proteste dei lavoratori. Ieri all'inaugurazione si sono presentati in un centinaio con striscioni e palloncini «Fondazione precariato». «Non si capisce perché dei soldi spesi per un restauro universitario debbano essere usati per un ente che è pur legato all'università ma è altro dice Ilaria Gervasoni dell'Udu . La Fondazione per tutti i lavoratori è qualcosa di sconosciuto, nessuno sa quanti dipendenti ci siano, come funzioni. E' un buco nero, un punto di domanda alla quale non ci viene mai data risposta». «Con questo atteggiamento si creano delle disparità aggiunge Antonio Nalesso, dell'Rsu dipendenti di serie A e dipendenti di serie B. Abbiamo bisogno di chiarezza, speriamo arrivi dal prossimo rettore». Intanto però, la decisione sembra presa. Il palazzo è stato adeguato alle norme di sicurezza e dotato di impianti a risparmio energetico, con un'illuminazione in grado di regolarsi sulla base della presenza delle persone e della luce naturale. E ora è riaperto, compresi gli uffici del secondo e terzo piano protetti da «estranei». Entro settembre si aggiungeranno quattro nuove aule al primo piano, per 250 posti totali nell'edificio di Rio Novo.