VENEZIA Ci sono volute due amministrazioni e un iter lungo quasi dieci anni ma ora Venezia ha il nuovo Piano di assetto del territorio che manda in pensione il Prg approvato quindici anni fa e ridisegna spazi verdi, funzioni, sviluppo della città definendo dove e quanto si può costruire. Ieri, la giunta provinciale ha approvato il Pat di Venezia in sede di conferenza decisoria. «Ora va completata la fase attuativa con l'approvazione del piano degli interventi da parte del consiglio comunale», spiega la presidente Francesca Zaccariotto. Fin dai suoi primi passi, il Piano è stato motivo di polemiche ed incomprensioni, tra Comune e ambientalisti ma anche tra l'ex giunta comunale e quella provinciale. Negli ultimi giorni, si è sfiorato un incidente diplomatico tra il commissario e Ca' Corner quando la conferenza dei servizi convocata per lunedì è stata annullata. Un atteggiamento che ha scatenato subito le polemiche con l'intervento dell'ex assessore all'Urbanistica Andrea Ferrazzi: «Così la città resta bloccata», aveva detto. «Dopo le recenti sterili polemiche, oggi (ieri,ndr ) è stato compiuto un passo importante risponde la presidente . Va chiarito che la conferenza di lunedì, per altro convocata senza consultare la disponibilità delle parti coinvolte, non aveva molto senso, la giunta non aveva ancora approvato il Pat». L'iter del Piano è complesso, dopo la redazione va sottoscritto da Comune e Provincia, quindi adottato in consiglio. Va poi pubblicato e tutti possono presentare le osservazioni a cui l'amministrazione deve rispondere. Solo dopo può essere approvato e ratificato in conferenza dei servizi. Il Pat, a differenza del Prg, disegna il futuro del territorio ma non entra nel merito delle opere. «C'è bisogno del Piano degli interventi spiega Zaccariotto . Lo farà il commissario o bisogna attendere le elezioni?».