Via dall'area archeologica, 22 postazioni a rotazione sui lungotevere Guerra ai camion bar, atto secondo. Dopo il tavolo al ministero e gli indirizzi dati in giunta a fine luglio, arriva la determina del Campidoglio. L'atto amministrativo col quale, di fatto, si stabilisce lo spostamento dei 69 chioschi mobili che oggi stazionano nell'area archeologica centrale (Colosseo, Fori e dintorni), fino al «tridentino»: appena il provvedimento diventerà operativo (ma serve qualche mese, se ne parla per l'inizio del 2015) i camion bar dovranno spostarsi sulla direttrice del Lungotevere, dalla zona Prati fino a Testaccio e alla Piramide. Ma con loro, vanno via anche 43 «urtisti» (i venditori di souvenir) e 8 degli 11 fiorai presenti, quasi tutti ricollocati altrove.I primi andranno a via di San Gregorio, sotto al Celio. I secondi a via Carlo Felice, zona San Giovanni. Gli esercenti, ora, hanno venti giorni per le controdeduzioni. Ma si annuncia battaglia. Guerra ai camion bar, atto secondo. Dopo il tavolo al ministero e gli indirizzi dati in giunta a fine luglio, arriva la determina del Campidoglio. L'atto amministrativo col quale, di fatto, si stabilisce lo spostamento dei 69 chioschi mobili che oggi stazionano nell'area archeologica centrale (Colosseo, Fori e dintorni), fino al «tridentino»: appena il provvedimento diventerà operativo (ma serve qualche mese, se ne parla per l'inizio del 2015) i camion bar dovranno spostarsi sulla direttrice del Lungotevere, dalla zona Prati fino a Testaccio e alla Piramide. Ma con loro, vanno via anche 43 «urtisti» (i venditori di souvenir) e 8 degli 11 fiorai presenti, quasi tutti ricollocati altrove. Per Roma se applicata è una mezza rivoluzione. Anche perché quello dei camion bar è un businness che nella Capitale ha un nome preciso: quello della famiglia Tredicine, nelle sue varie diramazioni. La stessa da cui viene il consigliere comunale pidiellino (è l'unico ad aver mantenuto il vecchio nome di partito) Giordano. Basta scorrere la determina preparata dagli uffici del Comune: c'è la signora Tania Donatella Tredicine che ha intestati 5 camion bar, Altiero (il leader storico degli esercenti) ne ha un paio (uno dei quali attraverso una società), poi ci sono Dino Tredicine, Elio Tredicine, Stefano Tredicine... E questo limitandosi ai chioschi «ufficialmente» gestiti da qualcuno della famiglia, senza contare eventuali società intestatarie o prestanome. Una dynasty tutta alla romana, al profumo di salsiccia arrostita. Per loro, adesso, resteranno solo due postazioni centrali (piazzale Ugo La Malfa, piazza Bocca della Verità). Tutti gli altri, dovranno ruotare su 22 «stalli» collocati fuori dall'area archeologica. Si tratta di lungotevere Oberdan, nel tratto compreso tra piazza del Fante e ponte Risorgimento (dove, al momento, ci sono le bancarelle dei libri usati); lungotevere Testaccio, da ponte Testaccio (l'ex Mattatoio) a ponte Sublicio (Porta Portese); lungotevere Maresciallo Diaz all'altezza di via Capoprati (vicino l'Olimpico); via della Piramide Cestia, da piazza Albania a Porta San Paolo. Nella maggior parte dei casi, i camion bar dove prima c'erano le strisce blu: significa una ventina di posti auto in meno. La motivazione del Campidoglio è quella «di dotare di attività di somministrazione di cibo e bevande un quadrante frequentato da cittadini e turisti ma attualmente poco fornito di esercizi commerciali». E, sempre dagli uffici di palazzo Senatorio, si sottolinea come «le aree sono state individuate secondo un criterio che non risulti penalizzante per i commercianti» e che le disposizioni «sono transitorie». Stessa ricollocazione anche per 43 urtisti (qui i cognomi ricorrenti sono quelli delle più antiche famiglie di ebrei romani) e fiorai, che però resteranno in zona centrale: l'area individuata è quella di via di San Gregorio, tra via Celio Vibenna e Porta Capena, sul lato della strada vicino al Celio. Dove, durante l'estate romana, si svolge la rassegna di cabaret «All'Ombra del Colosseo». Mentre gli 11 fiorai saranno autorizzati a stazionare in due aree. Soltanto tre di loro «in considerazione della maggiore anzianità di servizio», spiegano nello staff di Marino potranno restare a Trinità dei Monti, due in cima e uno ai piedi della scalinata. Gli altri otto vanno a via Carlo Felice (a ridosso di San Giovanni in Laterano), sul marciapiede lato giardini. La determina dirigenziale oggi verrà pubblicata sull'Albo pretorio del Comune, messa sul sito internet, affissa nelle bacheche del I Municipio e comunicata alle associazioni di categoria dei commercianti. A questo punto scatteranno i venti giorni previsti per presentare le controdeduzioni. E, a metà ottobre, il Campidoglio formulerà le sua risposte per poi arrivare alla determinazione attuativa del provvedimento. Tempi previsti, entro la Befana 2015. Tre mesi che si annunciano «caldi». I commercianti, i Tredicine in testa, già a metà agosto (quando venne pubblicato dai giornali il «piano» della giunta Marino) hanno annunciato ricorsi ed esposti alla Procura. Sul fronte politico, però, c'è un risvolto che non è di poco conto. La determina, anche quella «attuativa», è un atto amministrativo degli uffici, che quindi non dovrebbe passare in giunta nè tantomeno in Assemblea Capitolina. Sembra un dettaglio, ma vista la battaglia che si scatenò sugli aumenti stabiliti per l'occupazione di suolo pubblico dei camion bar (Marino voleva decuplicare la tariffa, il consiglio votò per rincari più contenuti), forse non lo è.