«Le scuderie diventeranno museo d'arte contemporanea; tra le volte verrà costruito un mezzanino che ospiterà biglietteria, bookshop e punto ristoro. Il progetto preliminare è allo studio da una settimana. Per realizzarlo servono due milioni di euro: una parte della cifra è già disponibile, attingeremo ai fondi ordinali della Soprintendenza, per il resto abbiamo chiesto l'aiuto della Regione». L'architetto Donato Calicchio, responsabile della sezione tutela e valorizzazione di Palazzo Reale, coordina il restyling per il concorso ippico ed è convinto sia l'occasione buona per avviare il recupero degli spazi negati. Le antiche dimore dei cavalli sono chiuse dal '98 per infiltrazioni d'acqua. Come mai il problema none stato ancora risolto? «È soltanto una questione di strategie. Molto spesso siamo portati a pensare che le tecniche in uso nel passato non siano più valide, ma l'esperienza ci insegna che è vero il contrario. L'impasto di calce e pozzolana è la migliore difesa contro l'umidità». A quando l'inaugurazione delle scuderie-museo? «I lavori di ristrutturazione richiedono un paio d'anni. Ma bisogna cominciare subito, approfittando della vetrina del concorso ippico. Non è questa, del resto, la filosofia del "Maggio"? Il grande evento ha significato quando lascia qualche porta aperta». Altro dettaglio che le sta molto a cuore, la decorazione floreale nel cortile delle carrozze. «La mia speranza è che non resti qui soltanto per tre giorni ma per sempre. Palazzo Reale è un splendida risorsa sfruttata poco e male». Perché? «Perché ospita molti uffici. Viene vissuto come sede di attività "ordinarie" e non come monumento». Di cosa si occupava, prima di assumere questo incarico? «Per diciott'anni ho lavorato come architetto per il dipartimento della Difesa Usa». Cosa ha imparato dagli americani? «La cura dei particolari. L'orgoglio di appartenere a un territorio. Sa qual è il peggior difetto di Napoli? Invece di valorizzare i suoi tesori, li nasconde. E lascia emergere solo i fenomeni negativi».