Franceschini: «Sarà una festa per i cittadini» Il ministero prova a valorizzare i nostri tesori «Domani sarà festa per la cultura italiana». Parola di Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un ministro che fa ben sperare per il presente e il futuro del nostro patrimonio artistico, vista la determinazione e i risulti raggiunti in pochi mesi, dal decreto Valore Cultura all'Art Bonus e alla riforma del MIBACT. Domani, dunque, in occasione delle Giornate europee del Patrimonio ideate dal Consiglio d'Europa nel 1991, musei, aree archeologiche e complessi monumentali statali e comunali saranno aperti per tutto il giorno, fino alle 24, al costo simbolico di 1 euro. «Le giornate europee del patrimonio ha detto Franceschini si svolgono quest'anno nel pieno del semestre italiano di presidenza Ue, a significare ancora di più la convinzione con il quale il nostro paese aderisce al progetto europeo. Questa importante iniziativa serve a far conoscere i musei statali e comunali ad un pubblico più vasto: non solo ai turisti, ma anche ai tanti cittadini che non sono mai entrati nei musei delle proprie città». Ecco, sull'onda del successo che stanno avendo le novità introdotte dal MIBACT negli orari dei musei (le aperture serali del venerdì, la prima domenica di ogni mese ad ingresso gratuito, ecc.), sembra arrivato il momento decisivo in cui si sta iniziando a diffondere, non solo a parole ma soprattutto con i fatti, una reale consapevolezza del potenziale anche economico del nostro immenso patrimonio artistico, da valorizzare secondo gli standard internazionali per trasformarlo in fonte di ricchezza e di lavoro. Questa consapevolezza forse per la prima volta è sentita con forza da un Governo del nostro paese ma a poco a poco, con fatica, si sta diffondendo anche tra i cittadini. È questo il cambio di marcia che serve, un senso diffuso d'orgoglio per il nostro patrimonio artistico ed archeologico che lo faccia sentire come matrice della nostra più autentica ed originale identità nazionale. E ha ragione ancora Franceschini nel dire che «in Italia abbiamo miniere d'oro dappertutto con i nostri musei, il nostro patrimonio, la nostra bellezza e non le abbiamo sapute usare». Per troppo tempo si è paragonato questo patrimonio ad un petrolio che sarebbe bastato far uscire dai pozzi per creare ricchezza. In realtà, la valorizzazione di questa ricchezza, di pari passo con la sua tutela, è molto più complessa e non genera automaticamente una semplice monetizzazione, senza una serie di cambiamenti complessi. Come è possibile che il Louvre abbia quasi dieci milioni di visitatori all'anno, il Metropolitan di New York sei, il British Museum di Londra 5,5 e gli Uffizi solo 1,7 e il Museo di Capodimonte a Napoli poco più di 900.00? Perché questo divario così abissale? E nel caso degli Uffizi e di Capodimonte stiamo comunque parlando dei nostri musei leader, tenendo fuori classifica i Musei Vaticani che invece arrivano alla bella cifra di 5 milioni di visitatori. Prendendo in esame i primi 100 musei d'arte più visitati del mondo nel 2013, il Regno Unito conquista il primato con i suoi musei che hanno totalizzato complessivamente oltre 32 milioni di visitatori. Noi? Siamo staccatissimi con poco più di dodici milioni di visitatori in un anno, briciole rispetto a quello che potremmo fare a paragone delle nostre ricchezze artistiche. Se il nostro MIBACT sta cambiando marcia e fa ben sperare resta invece ancora indietro il Comune di Roma che può vantare fra l'altro l'attrattiva internazionale del centro storico a più alta densità artistica ed archeologica del mondo. Manca ancora una strategia complessiva e le iniziative del Sindaco in questo senso sono frammentarie e sporadiche. Ne sono emblema, solo per citare due casi, le condizioni precarie del Mausoleo di Augusto, su cui non si hanno ancora certezze in termini di possibile riapertura definitiva e di fondi disponibili per il restauro, ma anche l'indifferenza e l'assoluta mancanza di fondi a cui è condannato il MACRO, il Museo d'arte contemporanea di Roma, che stava invece acquisendo negli anni passati la caratura e il prestigio degni di un museo internazionale.
Un euro simbolico per rilanciare la cultura italiana
Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha annunciato che domani sarà festa per la cultura italiana, con l'apertura gratuita dei musei, aree archeologiche e complessi monumentali statali e comunali, al costo simbolico di 1 euro. Questa iniziativa serve a far conoscere i musei ad un pubblico più vasto e a valorizzare il patrimonio artistico italiano. Franceschini sostiene che il nostro paese ha miniere d'oro di musei, ma non le ha sapute usare. Ha anche criticato il Comune di Roma per la mancanza di una strategia complessiva per valorizzare il patrimonio artistico e archeologico della città.
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