L'enigma della Sfinge è stato risolto dalla Guardia di finanza. Il reperto, trafugato lo scorso 14 maggio nella necropoli etrusca di Cerveteri, a pochi metri dalla casa del custode, è stato ritrovato in un bosco. Il furto aveva fatto il giro del mondo, tanta era stata la sfrontatezza dei tre ladri che per tutta la notte avevano scorrazzato indisturbati nell'area archeologica, patrimonio dell'Unesco, con tanto di carrello per trasportare la statua e correre via indisturbati. I Baschi verdi del Comando Provinciale di Roma da mesi erano sulle tracce dei malviventi che, a volto coperto, non si erano comunque preoccupati di essere ripresi dalle telecamere di sicurezza della necropoli. La sfinge è stata ritrovata sulla via Settevene Palo, nelle campagne tra Cerveteri e Bracciano, nascosta nella vegetazione di un terreno agricolo all'insaputa degli stessi proprietari del fondo. IL BLITZ L'operazione era iniziata nei giorni scorsi quando alcune segnalazioni evidenziavano la presenza di una statua forse antica molto somigliante a quella trafugata dalla necropoli della Banditaccia. I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, si sono avvalsi perfino di una ricognizione aerea dell'area, individuando a ridosso di un edificio rurale una scultura in travertino raffigurante la sfinge alata. A quel punto ogni dubbio è stato fugato, era proprio la statua senza testa rubata a Cerveteri. A togliere ogni dubbio sono stati gli esami della scultura, condotti da un'equipe specializzata della Soprintendenza dell'Etruria Meridionale, che hanno confermato come la Finanza avesse veramente ritrovato l'opera, risalente al IV secolo avanti Cristo. Secondo quanto trapelato, la statua era nascosta tra i campi di grano in attesa di prendere il volo per qualche collezione clandestina internazionale. A rallentare la fuga della sfinge sarebbero state proprio le serrate indagini delle Fiamme gialle che avrebbero costretto i ladri ad occultare la statua da oltre quattro mesi. IL PRECEDENTE Non è la prima volta che la sfinge viene trafugata. Nel 1972, l'opera era stata rubata dal complesso funerario rupestre di Greppe di Sant'Angelo, sempre a Cerveteri: anche in quel caso il rebus era stato risolto dalla Guardia di finanza. La ritrovarono prima che prendesse il volo per l'estero. Ora le indagini sono tese ad individuare gli autori del furto. A Cerveteri la notizia del recupero della statua è stata salutata con soddisfazione dalla Soprintendenza archeologica e dall'amministrazione comunale. «La nostra sfinge torna a casa commenta il sindaco Alessio Pascucci ringraziamo la Guardia di finanza che ha restituito alla collettività un reperto dal valore morale altissimo. L'opera verrà mostrata in anteprima in occasione della rassegna Giornate europee del patrimonio nel Museo Nazionale Cerite di Cerveteri da domani a partire dalle ore 11».
CERVETERI-Ritrovata la sfinge: stavano per venderla, bloccati dalla guardia finanza
La statua della Sfinge, trafugata dalla necropoli etrusca di Cerveteri il 14 maggio, è stata ritrovata dalla Guardia di finanza. I ladri, che avevano nascosto la statua in un bosco, erano stati costretti a occultarla per oltre quattro mesi a causa delle indagini delle Fiamme gialle. La statua, risalente al IV secolo a.C., è stata ritrovata in un terreno agricolo tra Cerveteri e Bracciano. Gli esami hanno confermato che si tratta della stessa statua rubata. La Guardia di finanza ha risolto l'enigma della Sfinge, che non è stata la prima volta che veniva trafugata.
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