Due i progetti in lizza per spostare dal bacino di San Marco le enormi navi da crociera che indignano tanti turisti a Venezia, che sono state oggetto di un decreto di due anni fa (il decreto Clini-Passera) e che sono al centro dell'obiettivo (non in senso metaforico) di tante macchine fotografiche, fra le quali spicca l'apparecchio del celebre Gianni Berengo Gardin. I due progetti concorrenti sono stati presentati al ministero dell'Ambiente entrambi martedì, con una coincidenza dettata dal solo caso. Uno che trova forti sostenitori nel ministero delle Infrastrutture guidato da Maurizio Lupi - è il progetto dell'Autorità portuale di Venezia, presieduta da Paolo Costa, già sindaco di Venezia e già ministro dei Lavori pubblici. È stato presentato sulla base della Legge Obiettivo 443 voluta dal Governo Berlusconi nel 2001, legge che prevede una procedura accelerata per le opere ritenute strategiche. Prevede lo scavo attraverso i bassifondi della laguna di un canale artificiale (definito "della Contorta") largo circa 120 metri, profondo una decina di metri e lungo cinque chilometri fra l'attuale stazione marittima e il canale dei Petroli. Servirebbe a consentire il passaggio delle grandi navi dalla "porta di servizio" della laguna senza passare dal bellissimo e delicatissimo canale della Giudecca e dal bacino di San Marco. L'altro progetto è stato elaborato da un'iniziativa indipendente: è stato ideato a grandi linee dall'ex deputato del Pci veneziano Cesare De Piccoli e fatto proprio da un gruppo di imprenditori coordinati dal colosso siderurgico italiano Duferco. Il progetto del costo previsto di 128 milioni e denominato Venis 2.0 è stato presentato secondo le modalità di valutazione d'impatto ambientale previste dall'articolo 21 della legge 152 del 2006 (il Testo Unico sull'ambiente). Prevede la posa di un terminale crocieristico prefabbricato e rimovibile da appoggiare alla bocca di porto del Lido, appena fuori dalle paratoie del Mose che difenderanno la laguna di Venezia dalle acque alte e dall'innalzamento del mare. Le grandi navi non entreranno a Venezia e i passeggeri fatto il check-in alla vecchia Stazione Marittima s'imbarcheranno su battelli e, attraversando il merletto di marmi di Venezia, usciranno dalla laguna dove li attenderanno le navi. Il progetto, se realizzato, non avrà il problema della chiusura delle dighe mobili del Mose nei giorni di acqua alta e potrà ospitare anche le nuove navi da crociera di dimensioni ancora più colossali. Il passaggio La laguna di Venezia è separata dal mare aperto da due isole sottilissime e lunghe, l'isola del Lido e l'isola di Pellestrina. Le aperture fra la laguna e l'Adriatico sono tre: le bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia. Oggi le navi industriali, commerciali e i traghetti percorrono il canale del Petroli ed escono dalla bocca di Malamocco, senza passare per il centro storico. Invece le navi da crociera percorrono il centralissimo Canale della Giudecca, sfiorano piazza San Marco ed escono dalla bocca del Lido. Il decreto Clini-Passera nella primavera del 2012 stabilì che le navi con stazza oltre le 40mila tonnellate non dovranno più attraversare il centro della città per uscire dalla bocca di porto del Lido; i transiti verranno tollerati finché non ci saranno vie alternative. Dei molti progetti immaginati per togliere le grandi navi dal centro della città ne sono sopravvissuti due, appunto il canale Contorta e quello del terminal al margine della bocca di porto del Lido. Il ministero delle Infrastrutture ha trovato già con il Governo Letta un sostegno valido per l'ipotesi del canale artificiale, individuato come soluzione ideale a cui ricorrere con la procedura facilitata dalla Legge Obiettivo. I ministri dell'Ambiente, prima Andrea Orlando e poi Gian Luca Galletti, assicurano invece che le alternative al progetto Contorta verranno confrontate ed esaminate, e che la soluzione proposta dall'Autorità portuale è solamente una delle ipotesi di lavoro. Il fronte del no I comitati che da anni contestano il passaggio dei colossi del mare nel bacino di San Marco hanno già scelto quale dei due progetti sostenere: domenica protesteranno in barca contro lo scavo del canale Contorta proposto dall'Autorità portuale. Gondole, pupparini, mascarette, caorline, sampierotte e altre barche tradizionali della laguna veneziana percorreranno gli spettacolari bassifondi dove il progetto medita il dragaggio. "La Laguna va difesa dallo scavo di nuovi canali ed è ormai necessario valutare concretamente la creazione di uno scalo per le grandi navi alla bocca di porto del Lido", dice la mozione presentata in Senato dall'esponente veneto del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi. "La mozione si basa sulle incongruenze riscontrate fra le direttive della Conferenza unificata, che ha sancito l'inserimento del progetto Contorta nella legge Obiettivo, e l'ordine del giorno del Senato del 6 febbraio scorso afferma Endrizzi. - Quest'ultimo documento impegnava infatti il Governo a vincolare le soluzioni per le grandi navi alla valutazione ambientale con un processo trasparente e all'esposizione delle proposte alla Commissione per la salvaguardia di Venezia. Non solo: si era deciso di porre al centro della valutazione la compatibilità ambientale, la rapidità d'esecuzione, la gradualità e la reversibilità, l'impatto sull'economia di settore e l'entità delle risorse da impegnare". Ezio Palmisani, amministratore delegato della società d'ingegneria Duferco Engineering, e Cesare De Piccoli hanno annunciato un incontro pubblico all'inizio di ottobre a Venezia per presentare tutti gli aggiornamenti e i perfezionamenti del progetto. La prima analisi del ministero dell'Ambiente Un anno fa, con due documenti del 27 settembre 2013, la commissione di Valutazione di impatto ambientale del ministero dell'Ambiente esaminò in via sommaria le bozze ancora preliminari dei due progetti. Le conclusioni per il progetto del canale Contorta furono piuttosto critiche: "Il progetto preliminare proposto dall'Autorità portuale di Venezia relativo a Adeguamento via acquea di accesso alla Stazione Marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta - S. Angelo appare di particolare complessità progettuale, anche con riferimento ai previsti tempi di realizzazione pari ad almeno 4 anni, e con significativi impatti ambientali sull'intero ecosistema lagunare, elementi che contrastano con le necessità di intervenire urgentemente per limitare il passaggio delle navi da crociera". La commissione Via diede un parere assai più favorevole al progetto Del Piccoli-Duferco, che "è sicuramente in grado di risolvere alla radice tutti i problemi" ma richiede ancora accorti approfondimenti. Ecco il parere completo: "La soluzione prospettata per un nuovo porto crociere situato all'interno dell'accesso della Bocca di Lido ricadente nell'ambito dei canali portuali di competenza dell'Autorità Portuale di Venezia necessita di essere convenientemente approfondita esaminando anche altri aspetti qui non considerati, non da ultimi quelli della circolazione idrodinamica secondaria e sull'estensione e trasporto dei sedimenti, nonché sulla compatibilità dell'opera con il funzionamento delle paratoie del Mose. Più in generale la soluzione a medio termine sinteticamente delineata, che è sicuramente in grado di risolvere alla radice tutti i problemi che la navigazione delle così dette grandi navi da crociera attraverso il bacino di San Marco e della Giudecca può comportare per il cuore del centro storico di Venezia in caso di incidente, dovrebbe essere inquadrata nell'insieme dei provvedimenti mirati al perseguimento di un organico riassetto della morfologia e dell'ecosistema lagunare, oltre che al quadro programmatico di tutte le iniziative che possano produrre impatti cumulativi o di possibile incidenza o interferenza con l'opera". I dettagli dei due progetti Qualche dettaglio del progetto Contorta dell'Autorità del porto. Il canale artificiale fra la Stazione Marittima (nel centro storico di Venezia) e il canale artificiale dei Petroli (fra il petrolchimico di Marghera e Malamocco) dev'essere tarato per ilpescaggio medio delle navi da crociera. attorno agli 8 metri di profondità, e quindi avrà una profondità di 10 metri. Il terreno estratto dal fondo, soprattutto melme, sabbie e argille, sarà in parte depositato ai lati del canale, sui bassifondi, in modo da formare aree emerse (quelle che in laguna si chiamano velme e barene) che migliorino la circolazione dell'acqua lagunare e contengano il movimento delle onde prodotte dagli scafi enormi delle navi. Il terminal pensato da Duferco, capace di ospitare cinque grandi navi, può essere completato in un paio d'anni ed è costituito da un pontile rimovibile lungo 940 metri e largo 34. Si basa sui pontoni galleggianti di cemento armato con cui si realizzano anche le dighe dei porti: varati in un cantiere remoto e tirati da rimorchiatori, vengono collocati in posizione e, appesantendoli con acqua di zavorra, si appoggiano sul fondo. Tra le caratteristiche tecniche, il ricorso all'energia rinnovabile. Il progetto è tagliato per ospitare 24mila crocieristi ma può essere ampliato qualora in futuro il turismo crocieristico sviluppasse più movimento e navi più grandi. "L'obiettivo primario è liberare il bacino di San Marco dai giganti del mare commenta De Piccoli - senza privare i turisti dell'opportunità di vedere Venezia a pelo d'acqua da una imbarcazione più piccola, riducendo sensibilmente il moto ondoso, il rumore, le emissioni gassose e utilizzando le fonti rinnovabili. Ma vogliamo anche che questa città, irripetibile salotto buono del mondo, diventi l'avanguardia dell'innovazione sul fronte della crocieristica". Aggiunge Palmisani della Duferco Engineering che il progetto "farà di Venezia il punto di riferimento per il futuro della crocieristica mondiale perché è concepito con le tecnologie più avanzate sul piano logistico, energetico e di sostenibilità ambientale ed è pronto ad affrontare tutte le innovazioni che l'ingegneria navale sta introducendo nella costruzione delle navi da crociera, destinate a diventare ancora più grandi e soprattutto più larghe e, pertanto, inconciliabili con l'attuale Stazione Marittima".
il Sole 24 Ore
19 Settembre 2014
VENEZIA-Ecco come togliere le grandi navi da San Marco: due progetti in competizione
JA
Jacopo Giliberto
il Sole 24 Ore
Artista / Persona
Bene culturale
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