Il caso di villa Hériot, la villa comunale da anni sede di diverse associazioni attive nella conservazione storica e culturale della città Venezia in vendita, un pezzo alla volta. L'ultimo bene infilato in una lista di possibili dismissioni, quelle che servono a far quadrare il bilancio comunale, è la bellissima villa Hériot, una villa della Giudecca, da alcuni anni assegnata a diverse associazioni dal Comune stesso. Dopo l'intervista a Reportime, il commissario della città di Venezia, Zappalorto, che ha sostituito il sindaco Orsoni, dimissionario con tutta la giunta causa scandalo Mose, si è affrettato a fare dietrofront. Villa Hériot non si vende più. Ma la delibera che la mette in vendita non si può cambiare, è un atto di giunta: la lista dei beni vendibili è stata compilata dallo stesso commissario e approvata con tutto il bilancio dai quattro subcommissari. Zappalorto fino all'ultimo non ha avuto dubbi: tutto si può ridiscutere ma questo è ciò che a Venezia si può vendere, villa Hériot compresa. Anzi, ville Hériot, dato che sono due, affiancate nello stesso parco vista laguna: in una stanno le associazioni storiche e l'Iveser, l'Istituto veneziano della storia della Resistenza, che ha l'incarico di costruire l'archivio della Memoria del Novecento della città; nell'altra la Società Europea di Cultura e l'Università Internazionale dell'Arte. Un colpo basso per le associazioni che hanno saputo solo dai giornali della vendita dell'immobile da parte del Comune, col quale peraltro ad esempio l'Iveser collabora un giorno sì e l'altro anche. Non sono poche le voci allarmate che rimbalzano da una villa all'altra e da lì in Giudecca fino a ca' Farsetti, sotto il ponte di Rialto, dove ha sede il Comune. Riferiscono di visite strane, nei mesi scorsi, da parte di funzionari non bene specificati. Degli interessamenti delle cordate alberghiere già presenti in città. Di una convenzione tra Iveser e Comune di Venezia pericolosamente scaduta a dicembre 2013 e mai rinnovata, nonostante ripetuti incontri, e poi travolta dalle dimissioni di sindaco e giunta. Di una paura che, esplosa nei giorni recenti della messa in vendita dell'isola di Poveglia (questa volta dal Demanio), ha provocato la mobilitazione contro le speculazioni. L'elenco delle alienazioni ora deve passare al vaglio delle municipalità, le sei aree amministrative in cui è divisa l'area metropolitana di Venezia. Sei voti che entro il 30 settembre si andranno a unire a quelli di commissario e subcommissari, costretti ora a votare contro sé stessi. Il commissario Zappalorto non si opporrà al depennamento di villa Heriot dalla lista dei beni alienabili e ci tiene a dire che è "scritto a matita", ma quello che aggiunge è chiaro: "il corrispettivo di ciò che verrà tolto dal piano delle alienazioni dovrà essere di conseguenza tolto dal bilancio di previsione". Come dire: se non si vende villa Hériot, preparatevi ai tagli.
AAA Venezia vendesi
Il Comune di Venezia ha deciso di vendere la villa Hériot, un immobile storico assegnato a diverse associazioni culturali. Il commissario della città, Zappalorto, ha fatto dietrofront e ha deciso di non vendere la villa. Tuttavia, la delibera che la mette in vendita non può essere cambiata, e la lista dei beni vendibili è stata già approvata. Le associazioni culturali che avevano l'immobile sono state informate della vendita e hanno espresso allarmate. Il Comune ha anche ricevuto visite strane da parte di funzionari e cordate alberghiere. La convenzione tra Iveser e Comune di Venezia è stata scaduta e non è stata rinnovata.
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