Entro l'estate il ministero dei Beni culturali dovrebbe conferire i beni del Museo Egizio di Torino alla Fondazione delle Antichità egizie. Il neo-ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione non indica scadenze, ma promette di accelerare le pratiche: «Quello della Fondazione è uno strumento nuovo, un esperimento importante. Se si dimostrerà positivo, potrà essere seguito per la gestione di altri beni culturali», ha ripetuto durante la visita al museo e più tardi durante la conferenza stampa alla Fiera del Libro. Domani, ha ricordato il presidente Alain Elkann che lo ha accolto all'ingresso, il consiglio di amministrazione nominerà il futuro direttore. Fra i candidati cinque i papabili dopo una prima selezione sulle trenta domande arrivate trapelano i nomi di Marcello La Rosa, direttore dell'Ires e di Massimo Coda Spuetta, direttore amministrativo dell'Università Iuav di Venezia. Nella lista anche l'egittologa Eleni Vassilika, direttrice dei museo di Cambridge e Hildessen, Cristina Guidoni, direttrice della sezione egizia del museo di Firenze e Alvise Chevallard, ex-manager Fiat. È probabile uno sdoppiamento delle cariche, scientifico e amministrativo. «Conto molto su Alain Elkann ha detto il ministro Buttiglione che ha sottolineato la scarsa fruibilità dell'attuale museo e in più occasioni i deficit dell'intero patrimonio culturale italiano perché è un uomo di comunicazione, di spettacolo. Un museo non deve essere noioso, deve diventare un'avventura culturale comprensibile a tutti». La giornata del ministro si è chiusa agli scavi per i parcheggi di piazza Vittorio e piazza San Carlo. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sui reperti rimossi, ad attendere con un po' di ansia la sua supervisione c'era un nutrito gruppo di «difensori»: per Palazzo civico gli assessori Maria Grazia Sestero e Fiorenzo Alfieri, per la soprintendenza Marina Sapelli Ragni e Luisella Peirani. Buttiglione ha ascoltato, domandato, guardato e riguardato. In piazza Vittorio ha chiesto di scendere nelle buche anche sul lato sinistro, in piazza San Carlo ha interrogato Sestero anche su quali fossero le future scelte sulla viabilità. «Sarà pedonalizzata tutta via Roma?». Al termine una sospensione del giudizio di filosofica memoria: «Attendo il parere dell'esperto che ho incaricato, non sarò certo io a pronunciarmi, non sono competente per farlo». Chi sia l'esperto di primissimo livello che consegnerà presto il suo rapporto sugli scavi torinesi, il ministro non ha voluto dire. Ha però rivelato che potrebbe richiedere anche un secondo parere a un'autorità in materia di scavi e di conservazione di reperti storici. «Questa questione ha destato un certo allarme e noi siamo visceralmente preoccupati quando sentiamo della distruzione di reperti archeologici attinenti al nostro passato. D'altra parte viviamo in un Paese dove dovunque si scava si trova qualcosa. Mi rendo conto che le amministrazioni e le soprintendenze a volte si trovino di fronte alla necessità di decidere». Tutti questi dubbi non ci sarebbero stati, ha poi aggiunto, se fosse già in vigore la legge sull'archeologia preventiva: «Ho intenzione di farla approvare al più presto. Fondamentale per capire preventivamente se scavare è la decisione giusta».