Galletti sul Gino Lisa: «Per la Via serve l'ok del dicastero» Il caso della pista del «Gino Lisa» di Foggia , che non viene ancora allungata in attesa della Valutazione di impatto ambientale, finisce alla Camera. Ma sembra che presto la patata bollente passerà al ministero dei Beni culturali. È quanto emerso, ieri pomeriggio, durante il question time a Montecitorio in cui è stata discussa l'interrogazione del deputato foggiano del gruppo misto (Psi-Pli), Lello Di Gioia. Le risposte che però non hanno convinto fino in fondo il parlamentare foggiano sono arrivate dal ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. Le richieste del parlamentare sono state dirette: «Vogliamo sapere ha chiesto in aula Di Gioia perché da due anni, sistematicamente, si hanno rinvii. E quali saranno le sue iniziative per sbloccare questa situazione». La questione dell'allungamento della Via per l'allungamento di 500 metri della pista dello scalo aeroportuale di Foggia, va avanti esattamente dal 23 marzo del 2012. In quella data partiva, infatti, l'istruttoria tecnica presso la commissione Via, con l'acquisizione dei pareri della Regione Puglia e del Comune di Foggia. Ma poi l'iter ha subìto diversi stop. Il primo, il 24 dicembre 2013, quando l'Enac ha richiesto una prima sospensione per acquisire documentazione integrativa circa il quadro programmatico in cui risulta inserito il progetto. Quando i documenti sono stati raccolti, è intervenuto il secondo stop, cioè il 1 aprile scorso quando sempre l'Enac ha richiesto il riavvio del procedimento. Altro stop il 27 maggio. L'unica vera novità, intervenuta nel frattempo, riguarda la ripresa dei voli per Milano (dal 27 ottobre) e Torino (6 novembre), grazie alla compagnia foggiana Blue Wings Air. Rispondendo all'interrogazione, il ministro ha spiegato che l'ultimo stop è stato motivato dalla «necessità di presentare ulteriore documentazione di approfondimento al fine di favorire il buon esito della valutazione in corso». «Il 24 luglio ha precisato è stata prodotta da Enac ulteriore documentazione integrativa, con un approfondimento sul quadro programmatico dell'opera, e, in particolare, l'analisi costi-benefici del progetto. Il 6 agosto la direzione generale competente ha immediatamente riaperto il procedimento, tuttora pendente. Il 6 settembre scorso la società Aeroporti di Puglia, su delega dell'Enac ha proseguito l'esponente del governo Renzi ha fornito ulteriore documentazione integrativa sullo studio di impatto ambientale». E, poi, il punto focale. «A oggi ha detto non è ancora pervenuto il parere del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, necessario all'emanazione del provvedimento di Via. È obiettivo di questo ministero ha però concluso arrivare a una definizione completa in tempi brevi». Ma le risposte del ministro non hanno convinto più di tanto di Gioia. «Enac ha ribattuto in aula ci dice che il comitato Via chiede documentazione non di sua pertinenza. In questo momento chi mente Enac o la commissione per la Via? Qui sono due anni che attendiamo, questo è uno schiaffo a una comunità colpita dall'alluvione, una comunità che giorno dopo giorno ha perso la sua dignità ha concluso grazie ai tagli che i governi passati hanno effettuato». E ancora meno convinto è «Mondo Gino Lisa», uno dei comitati che da tempo si batte per l'allungamento della pista. «Nella conferenza di servizi conclusasi il 12 settembre 2012 a Bari ha spiegato il presidente Angelo Stilla è stato chiarito che i pareri dei vari enti dovevano arrivare in 60 giorni. Poiché il termine per il parere del ministero dell'Ambiente è stato ampiamente superato, si può escludere. L'unica cosa di cui non si può fare a meno è la Via. Temiamo che quella del parere dei Beni culturali sia solo un'altra scusa».