TORINO - Si è fatto attendere non poco in questi giorni ma alla fine il neo ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione ha fatto il suo ingresso alla Fiera Internazionale del Libro. Dopo un breve incontro con i vertici locali dell'Udc Buttiglione è arrivato al Lingotto intorno alle 16. «A Torino sarei venuto comunque» ha rassicurato camminando tra i padiglioni dove, tra un libro e l'altro, ha parlato anche dell'impegno del suo ministero per la città: «Innanzitutto mi preme sottolineare la nascita ufficiale della Fondazione per il Museo Egizio, progetto portato avanti già dal mio predecessore Urbani e che vedrà presto coinvolti, per la prima volta, i privati: Fondazione San Paolo innanzitutto». Quali saranno i primi passi? «Ho sulla mia scrivania il fascicolo per il conferimento dei beni dell'Egizio alla Fondazione, appena tornerò a Roma sarà mia premura aprirlo». Buttiglione rassicura sui tempi ma allo stesso tempo avverte che «la questione è delicata: per la prima volta il ministero affida un bene a una Fondazione. È un esperimento. E sulla sua riuscita conto molto su Alain Elkann: è un uomo che saprà far amare l'Egizio, perché un museo non deve essere noioso, deve sapere appassionare». Il presidente della Fondazione Elkann, dal canto suo, annuncia che «appena il ministero ci conferirà i beni, faremo subito un bel restauro del Museo: vogliamo dare il massimo». Il ministero, inoltre, potrebbe entrare direttamente nella Fondazione, come ha precisato ieri sera la presidente della Regione Mercedes Bresso. Nella sua visita, comunque, Buttiglione non ha rinunciato a intervenire su un altro tema scottante: «Abbiamo deciso di produrre una relazione a proposito degli scavi realizzati per le trasformazioni in vista delle Olimpiadi». Sotto la lente la scoperta nei cantieri in piazza San Carlo di "reperti storici" che hanno creato una serie di polemiche sul da farsi (se proseguire i lavori in programma oppure no). E su cui dovrà pronunciarsi ora il superesperto del ministero.