Nell'agenda di una giornata fittissima di appuntamenti, quello al Museo Egizio era forse l'unico a sorpresa. L'avviso che il ministro Rocco Buttiglione avrebbe fatto tappa in via Accademia infatti è arrivato solamente qualche ora prima di lui. «Avevo voglia di venire a vedere di persona che cosa stesse accadendo adesso che la Fondazione è in fase di decollo», ha confidato con grande genuinità il responsabile del dicastero dei Beni culturali. Sono giorni frenetici questi per la Fon dazione Museo delle Antichità Egizie. Domani è prevista una riunione del consiglio di amministrazione, dalla quale potrebbe già uscire il nome del futuro direttore dell'ente. «Un egittologo di riconosciuta fama, forse uno straniero», si mormorava ieri dentro al codazzo che ha scortato Buttiglione per tutta la visita al Museo. Nella Fondazione come «strumento organizzativo moderno e strategico» il ministro ha mostrato di riporre parecchie speranze. «Sono convinto che essa - ha spiegato - permetterà di valorizzare davvero l'enorme patrimonio archeologico che esiste a Torino. Inoltre l'ente, nato dalla collaborazione tra pubblico e privato, ha già gettato le basi per ristabilire un rapporto vivo con la popolazione scolastica, per migliorare la fruibilità dei beni conservati e per creare un legame più forte con gli altri musei egizi nel mondo» Quello della piena fruibilità del patrimonio storico-artistico è per Buttiglione un punto d'orgoglio che riguarda un po' tutto il Belpaese. «Vede - faceva notare al presidente della Fondazione Alain Elkann il ministro, negli intervalli tra il commento a una teca e l'os-servazione di una statua -, non solamente qui, ma in tutta Italia abbiamo numerosissimi tesori, eppure le condizioni d'accesso non sono soddisfacenti». Il pensiero di Buttiglione era rivolto agli studenti soprattutto, «che - ha detto per esemplificare - debbono uscire dall'Egizio non portando con sé solamente il fascino del mistero, ma con un bagaglio di nuore conoscenze». Musica per le orecchie del presidente Elkann e per lo stuolo di soprintendenti che hanno fatto da cornice alla visita, ribadendo l'attenzione che in futuro l'ente vorrà mettere per ampliare gli spazi e fornire supporti tecnologici, fedeltà negli allestimenti, strumenti al servizio del pubblico. «Portiamo il ministro a vedere la tomba di Kha», ha suggerito a un certo punto qualcuno, modificando la rotta individuata per l'illustre ospite da Elvira D'Amicone, responsabile delle attività museali. Tutti d'accordo. Perché è quello senza dubbio l'esempio più eclatante di capolavoro sacrificato in uno spazio angusto. La tomba è una saletta bislunga che ospita l'intero corredo funerario dell'architetto e della moglie. «Non appena il Ministero conferirà alla Fondazione, come previsto, tutti i beni in regime di concessione - ha detto Elkann, incollato allo sguardo di Buttiglione -, procederemo al restauro del museo». E il primo banco di prova saranno le Olimpiadi invernali. Per allora la Fondazione - esperimento di gestione unico in Italia cui partecipano il ministero dei Beni culturali, la Regione, la Provincia, il Comune, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt - ha in serbo diverse iniziative. Intanto entro l'autunno sarà completato il sito Internet, con un vero e proprio giornale on line per aggiornare i visitatori sulle opportunità offerte dall'egizio. E poi sono in calendario mostre a tema, ambientazioni rinnovate, musica di sottofondo in qualche sala e un progetto, ancora allo studio, che vede coinvolto il tandem d'architettura Giugiaro-Pininfarina. «Con loro pensiamo di realizzare e collocare in alcuni punti della città - ha anticipato Alain Elkann - alcune copie di pezzi contenuti al museo, per ricordare che Torino è sede del grande Egizio e invogliare il pubblico dei Giochi a visitarlo».