Realmonte. La Scala dei Turchi, la splendida falesia di marna bianca che cade sul mare turchese, stretta da due lingue di spiaggia nella costa di Realmonte, nell'Agrigentino, è di Ferdinando Sciabbarrà, un dirigente della Camera di commercio in pensione. Lo hanno scoperto i tecnici comunali che hanno messo sul tavolo mappe e planimetrie per creare un piano di gestione del sito - che in diverse classifiche risulta tra le quaranta spiagge più belle al mondo - che richiama migliaia di persone ogni anno. Legambiente e Comune vorrebbero fare della Scala dei Turchi una zona protettissima ma fruibile come la spiaggia dei conigli a Lampedusa. È in corso una trattativa tra il Comune e il pensionato per trovare un accordo per lo sfruttamento del sito, sottoposto a vincoli ambientali insuperabili, ma la vicenda appare complessa anche perché, dopo l'incontro con il sindaco Pietro Puccio, il proprietario della meravigliosa zona naturale non si è espresso. Sciarrabbà potrebbe chiedere un canone annuale al Comune e quest'ultimo potrebbe cominciare le pratiche di esproprio visto l'alto interesse dell'area. Ma quale valore si può attribuire a ettari che non sono solo terreno ma una meraviglia naturalistica unica al mondo? Per Claudio Lombardo, responsabile di Mareamico Agrigento «più che ridere, viene da piangere». «Così i proprietari del consorzio faranno pagare il ticket», sostiene Sebastiano Di Francesco. «Scala dei Turchi privata? Ergo, dubito che si possa imporre qualsivoglia ticket... », commenta Salvo Grenci. Intanto prosegue sul web il dibattito sul ticket di ingresso anche alla Scala dei Turchi nell'ambito di un nuovo piano di gestione. Nelle scorse settimane, Scala dei Turchi era salita alla ribalta per una serie di vandalismi da parte dei turisti che staccavano pezzi della roccia bianca che la caratterizzano. Erano state costituite anche delle ronde per controllare che questo malcostume si ripetesse. Adesso su questa meraviglia della costa siciliana l'ennesima tegola. 17092014