Dopo l'allarme risuonato alla Fiera del libro di Torino, gli intellettuali si mobilitano in difesa della «Milanesiana». E ottengono un primo risultato. La rassegna culturale giunta al sesto anno di vita, che prenderà il via il 24 giugno a Milano, dovrebbe salvarsi. Anche senza i 70 mila euro «promessi», si dice, ma «non stanziati» dal Comune di Milano, la curatrice Elisabetta Sgarbi non sarà chiamata a immolare sull'altare dell'economia né premi Nobel né musicisti o poeti. «Ci sarà un impegno straordinario della Provincia», ha assicurato l'assessore alla Cultura di Palazzo Isimbardi, la ds Daniela Benelli, «e ai 200 milioni stabiliti ne aggiungeremo altri». Così i conti torneranno. Tornano i conti economici, ma restano da fare i conti con i protagonisti della vicenda culturale. Quello della Provincia è amore per il sapere o anche una risposta politica all'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Stefano Zecchi (indipendente di centrodestra) che causa i tagli al suo settore ha annunciato l'assenza di finanziamenti? La Benelli spiega: «Strategicamente la Provincia si sforza di trovare fondi per Milano, che è solo uno dei 180 comuni della provincia, mentre il Comune di Milano sta disinvestendo sulla cultura». Il filosofo-assessore Stefano Zecchi replica: «Nessun disinvestimento strategico. Il mio predecessore aveva ventilato alla curatrice il finanziamento, ma non lo ha stanziato. Al mio insediamento sono stati annunciati dei tagli alla Cultura. E questi 70 mila euro non ci sono». Fin qui l'economia. Poi una puntura nel merito. «Quanto alla manifestazione ha aggiunto la trovo interessante, internazionale, ma non così sperimentale come si dice. Gode di buoni fondi, e dunque riesce a sostenersi anche senza i nostri. Inoltre, non credo che sia così scandaloso dire che si possono anche verificare i programmi e la strategia delle collaborazioni e degli inviti. Forse sono legati a determinate linee editoriali, e il Comune ha diritto di verificare che cosa sostiene con i soldi pubblici. Anche per evitare casi come il "Ricciolo di donna", dei quali, poi, i cittadini chiedono ragione. In ogni casti è delicato il ruolo che la Sgarbi svolge, sia come responsabile in una casa editrice privata che come curatrice di una manifestazione con anche soldi pubblici, dove sono chiamati degli scrittori». «"La Milanesiana" non ha mai presentato problemi di qualità, quindi la Sgarbi merita fiducia. Giuste le verifiche, ma non controlli o interferenze», replica la Benelli. Sulla stessa linea, ovviamente, Elisabetta Sgarbi. «Ogni anno abbiamo attirato 10 mila visitatori. Abbiamo portato a Milano personaggi come i Nobel Gordimer, Gao, Walcott, scrittori del livello di Ellroy e della Sontag, musicisti come Keith Jarrett. A me sembra uno scandalo che il Comune non aderisca a questa manifestazione. Peraltro quest'anno la manifestazione si svolge al Teatro dal Verme, perché di proprietà di Comune e Provincia insieme. Io ho chiamato Zecchi per mostrargli il programma». In sostegno della «Milanesiana», naturalmente, le voci di nomi illustri già presenti alla manifestazione, da Umberto Eco a Franco Battiato a Giulio Giorello. «L'idea di intervenire sui contenuti dice Giorello , mi fa venire in mente il Minculpop. Zecchi in più di un libro ha dimostrate totale insensibilità nei confronti della cultura scientifica. Per "La Milanesiana" basterebbe guardare ai programmi degli anni scorsi per capire che siamo di fronte a una gamma di posizioni pluraliste e vaste. Zecchi ha una posizione negativa verso la cultura scientifica, forse non è adatto a un assessorato». «Milano punta poco sulla cultura afferma il filosofo Giovanni Reale . Ha da sempre un'ottica industriale: ma vedere le cose in maniera ristretta è pericoloso. I temi dell'estetica e della cultura devono intersecare gli altri, perché Milano resti una grande città europea. La cultura e una terapia dell'anima che funziona sui cittadini depressi per il tipo di vita che si conduce, ed è una risposta agli pseudocontenuti della televisione. Queste manifestazioni sono un cibo dell'anima che un vero Stato deve dare». Reale ci sarà all'apertura della «Milanesiana», il 24 giugno, quando dovrebbe intervenire la star Riccardo Muti. L'anno scorso, però, una delle star disertò: fu annullato il concerto di Juliette Greco. Anche Vittorio Sermonti promuove il format della Sgarbi: «Tutte le manifestazioni che vanno verso la complessità ottengono risposte di pubblico straordinarie, perché la gente non vuole più essere considerata "gente". Sostenere una iniziativa senza vederne il contenuto non mi sembra corretto, anche se c'è un limite oltre il quale il finanziatore pubblico non deve entrare».