Pistorio: i dem non possono disdettare il governatore Faraone sottosegretario alla Scuola, via dalla segreteria Pd Non ha perso tempo il presidente della Regione, Crocetta, nel nominare il nuovo assessore al Territorio e Ambiente. A poche ore dalle dimissioni di Sgarlata, l'ha sostituita con Piergiorgio Gerratana, 31 anni, consigliere comunale di Rosolini, ma ragusano di origini. Come Sgarlata, Gerratana entra a fare parte della giunta Crocetta in quota renziana. Cade nel vuoto la richiesta del segretario regionale del Pd, Raciti, di cambiare la delegazione del partito in giunta; così come la minaccia di togliere l'appoggio del Pd a Crocetta. E il segretario regionale Udc, Pistorio, sottolinea che i dem non possono disdettare il govdernatore. La giunta intanto destina 150 milioni alla Formazione. Il leader dei renziani siciliani, Faraone, esce dalla segreteria nazionale del Pd (ora senza rappresentanti dell'Isola): sarà sottosegretario alla Scuola. Lillo Miceli Palermo. Non ha perso tempo il presidente della Regione, Rosario Crocetta, nel nominare il nuovo assessore al Territorio e Ambiente. A poche ore dalle dimissioni di Mariarita Sgarlata, ieri sera l'ha sostituita con Piergiorgio Gerratana, 31, anni, laureato in Scienze politiche, imprenditore agricolo, consigliere comunale di Rosolini, ma ragusano di origini; impegnato in attività antiracket ed in passato ha subito intimidazioni. Come Sgarlata, Gerratana entra a fare parte della giunta Crocetta in quota renziana. Una scelta che sarebbe stata condivisa con il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo. Il presidente della Regione ha così voluto dimostrare di andare avanti per la propria strada. Cade nel vuoto la richiesta del segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, di cambiare la delegazione del partito in giunta; così come la minaccia di togliere l'appoggio del Pd a Crocetta. Per il Partito Democratico sono giornate di grandi fibrillazioni. Oggi si riunirà la coalizione di maggioranza che Raciti aveva convocato per condividere con gli alleati alcune proposte programmatiche, ma anche per illustrare la rigida posizione assunta nei confronti del presidente della Regione. Vertice che, però, sarà disertato dagli esponenti del Megafono: «Non ci saremo - ha detto il deputato regionale Antonio Malafarina - perché avere prima dichiarato di togliere l'appoggio a Crocetta e poi convocare la maggioranza è irrituale e scortese. Il metodo adottato non è condivisibile». Il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi, anche ieri ha ribadito che Raciti farebbe meglio a convocare la direzione regionale per verificare se il partito la pensa tutto allo stesso modo sul ritiro del sostegno al governo regionale, altrimenti la sua rischierebbe di rimanere una posizione personale. Linea contestata dal cuperliano Antonello Cracolici: «I renziani vogliono seguire il presidente della Regione nel baratro? Lo facciano, ma lo dicano mettendoci la faccia e assumendosi le proprie responsabilità». Secondo Cracolici, non ci sarebbe bisogno di convocare la direzione regionale, perché nel documento dello scorso 8 luglio «era implicito il giudizio negativo anche sul Crocetta-bis, messo in piedi pure col sostegno del mio capogruppo. Gucciardi si metta d'accordo con se stesso, altrimenti è lui che esprime posizioni personali». Prova a gettare acqua sul fuoco Giuseppe Lupo: «È tempo di ritrovare l'unità nel Pd per dare vigore e slancio all'azione di governo per il bene della Sicilia. Dopo la riunione di di coalizione, Raciti convochi gli organismi di partito». Per il capogruppo di Ncd, Nino D'Asero, il presidente della Regione deve informare l'Aula sullo stato di salute della sua maggioranza: «Non può di certo esimersi dall'illustrare all'Ars lo stato di fatto della sua maggioranza, ammesso che ne esista ancora una, così come i coordinatori del mio partito, Castiglione e Cascio, hanno oggi esortato che faccia: è un fatto politico e la politica non può eccedere a se stessa». Crocetta andrà in Aula mercoledì prossimo. «È doveroso che si faccia immediata chiarezza - ha insistito il capogruppo di Fi, Marco Falcone - su quanto sta accadendo in seno al governo regionale e alla maggioranza che dovrebbe sostenerlo. Rosario Crocetta venga subito in aula, spieghi al Parlamento e ai siciliani la questione politica, quanto mai confusa e preoccupante, ci dica come lui e il suo governo intendano superare una fase di devastante immobilismo che cancella ogni premessa di ripresa». Infine, la giunta ha stabilito che nei tre comuni siciliani che erano stati sciolti per mafia - Campobello di Mazara, Isola delle Femmine e Misilmeri - si voterà il 16 e 17 novembre, come prevede la legge nazionale. 17092014