ARCORE Una volta era un gioiello dell'architettura lombarda, con le sue 113 stanze, la bellezza dei suoi balconi in ferro battuto e tutt'intorno i 25 ettari di giardino all'inglese. Poi arrivò il degrado. Il Comune cercò di salvarla, la comprò nel 1980 per 1,2 miliardi di vecchie lire ma alla fine la lasciò lì, abbandonata a se stessa, perché non aveva altri soldi per sistemarla. Così vandali e incuria fecero il resto, tanto che col passar del tempo si è ridotta a una struttura pericolante, tenuta su dai ponteggi e dall'occhio benevolo di qualche santo. Trentaquattro anni dopo, per Villa Borromeo D'Adda di Arcore è forse arrivata la tanto sperata rinascita. La giunta di centrosinistra, guidata dal sindaco Rosalba Colombo, è ormai a un passo dal chiudere la trattativa con Italiana Costruzioni, la stessa impresa a cui sono stati affidati i lavori per la sistemazione della Villa Reale di Monza, il restauro di Piazza San Pietro nella Città del Vaticano, del Castello Sforzesco di Milano, la costruzione del Maxxi di Roma e della Torre Orizzontale alla nuova Fiera di Rho. Qualche mese fa la società romana ha annunciato con una lettera al Comune la volontà di farsi carico del recupero della villa di piazza Vela con un project financing che veda in primo piano il coinvolgimento dei privati. E, oggi, la trattativa è giunta a buon punto. «Manca ancora qualche passaggio ma il più è fatto conferma con una punta di soddisfazione il sindaco Colombo . La Sovrintendenza di Milano ha già dato parere favorevole al recupero che sarà conservativo per tutto l'edificio. Questo comporterà un lavoro minuzioso e un costo elevato per preservare l'esistente, ma anche sul piano finanziario ormai non dovrebbero esserci problemi». Villa Borromeo (3573 metri quadrati, per il recupero si stima un costo di circa 8 milioni di euro) fu fatta costruire dall'abate Ferdinando D'Adda intorno alla metà del Settecento. L'edificio, chiamato in origine la Montagnola, era impreziosito da sale affrescate e decorate con stucchi. La villa vantava anche un'importante biblioteca, una galleria d'arte e un museo. Nell'Ottocento l'intera proprietà passò ai Borromeo che la tennero per più di un secolo. «Una volta sistemata continua il sindaco , la Villa resterà di proprietà comunale. Certo, non tutta la struttura avrà una finalità pubblica. Per rientrare dai costi una parte verrà affittata a privati».
Arcore, rinasce Villa Borromeo. Restauro da otto milioni di euro
La Villa Borromeo D'Adda di Arcore, un tempo un gioiello dell'architettura lombarda, è stata abbandonata e degradata nel corso degli anni. Il Comune l'ha acquistata nel 1980 per 1,2 miliardi di vecchie lire, ma non ha avuto i soldi per sistemarla. Oggi, la giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Rosalba Colombo sta trattando con Italiana Costruzioni per il recupero della villa. La società romana ha annunciato di voler farsi carico del recupero con un project financing che prevede il coinvolgimento dei privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo