SASSARI «Sarebbe uno scandalo internazionale rendere oggetto di azioni militari il Colosseo, il tempio di Selinunte, il teatro di Siracusa». E perciò, «nel quadro di uno sviluppo sostenibile innanzitutto nello spirito stesso di uno Stato democratico», la presidente sarda del Fai ritiene sia fondamentale che le forze armate chiariscano l'impiego dei siti all'interno di aree sottoposte a servitù». Nell'800, a prova dell'interdipendenza in Sardegna tra natura e cultura Alberto La Marmora usò i nuraghi come punti trigonometrici per la prima cartografia scientifica dell'isola. «E fu un bene sostiene Maria Antonietta Mongiu Diverso è l'utilizzo dei nuraghi e di altre emergenze archeologiche: oggi, in tempo di pace, l'uso militare di territori pregiati dal punto di vista paesaggistico, unici per l'intensità archeologica, tradisce lo spirito della Costituzione che all'articolo 9 dichiara come sia compito della Repubblica tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della nazione». Pertanto il Fondo italiano per l'ambiente pensa che sia indispensabile il chiarimento. «Perché alla luce della Costituzione e del Piano paesaggistico regionale ciò rappresenta o una violazione o l'attestazione che all'interno del territorio nazionale esistano extraterritorialità», sostiene ancora con forza la presidenza regionale dell'associazione . «Bonifichino quei siti e li mettano in sicurezza col contributo degli stessi operatori militari, dei professionisti del settore col coordinamento del ministero per il beni culturali è la conclusione E poi li restituiscano alla fruizione e impediscano ulteriori ferite al patrimonio culturale e naturale isolani».
SARDEGNA - Bonificare e tutelare i siti archeologici
La presidente sarda del Fai, Maria Antonietta Mongiu, ha sollevato l'ipotesi che il Colosseo, il tempio di Selinunte e il teatro di Siracusa potrebbero essere oggetto di azioni militari. Mongiu sostiene che questo sarebbe uno scandalo internazionale e che le forze armate dovrebbero chiarire l'impiego di questi siti all'interno di aree sottoposte a servitù. Il Fondo italiano per l'ambiente e l'associazione Bonifichino sostengono che questo rappresenterebbe una violazione della Costituzione e del Piano paesaggistico regionale, e che i siti dovrebbero essere messi in sicurezza con il contributo degli operatori militari e dei professionisti del settore.
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