ALLA fine ha ceduto. Mariarita Sgarlata, assessore all'Ambiente finita in un vortice di polemiche per il caso della (presunta) piscina abusiva realizzata nella sua villa di Siracusa, si è dimessa ieri dalla carica. L'ha fatto con una lettera scritta all'ora di pranzo, in cui l'esponente del Pd di area renziana parla di un «rapporto di fiducia con il presidente Crocetta che si è incrinato». L'ultima difesa: «La mia persona, la mia storia e le tante iniziative che ho portato avanti e concluso in questi mesi parlano da sole». Un sussulto d'orgoglio dopo tre giorni di fuoco: il presidente della Regione, una volta letto il dossier degli ispettori dei Beni culturali che segnalavano gravi irregolarità da parte della Soprintendenza nell'iter autorizzativo dei lavori in casa Sgarlata, aveva sostanzialmente invitato l'assessore a farsi da parte. Ma lei aveva resistito, denunciando di essere vittima di una lobby politico-imprenditoriale che avrebbe avuto come ispiratore il deputato siracusano Pippo Gianni, esponente di quel Pdr (la forza politica dell'ex ministro Cardinale) che ad aprile ha voluto per i Beni culturali un altro assessore al posto della Sgarlata. Crocetta non l'aveva presa per nulla bene, rimarcando come le parole di Mariarita Sgarlata «ponessero un serio problema politico ». Il presidente, che non voleva intervenire personalmente ma attendeva la resa del suo assessore, alla fine ha vinto il braccio di ferro. Ecco le dimissioni. Ed ecco il velato sfogo della dimissionaria: «Per ogni assessore che si riconosce nella proposta politica del Pd dice la Sgarlata è ormai difficile potere svolgere con serenità il suo lavoro». E ciò a causa «della crescente confusione del quadro politico, in particolare del rapporto tra il governo regionale e il Partito democratico». Il clima, attorno a Crocetta, è sempre più incandescente. Dopo una riunione di esponenti dell'area cuperliana, il segretario del Pd Fausto Raciti ha sostanzialmente "sfiduciato" il governatore: «Da oggi i destini del partito e del governatore si separano », sentenzia Raciti, proprio nel giorno della visita a Palermo del premier Renzi. Che non interviene: «Siamo in un luogo istituzionale, le domande al segretario del Pd le facciamo da un'altra parte», ha detto Renzi. Sferzante invece la risposta del governatore: «E chi è Raciti?», sibila Crocetta, che rimane sostenuto da un pezzo del partito formato da renziani e Area Dem. Raciti non si scompone: «La direzione nazionale è stata informata della nostra decisione, la nostra gente non ce la fa più». E avverte: «Se qualche dirigente democratico intende sostenere ancora questa fallimentare esperienza, dovrà dirlo pubblicamente e metterci la faccia. Noi scendiamo». Ma cosa accadrà davvero? In area renziana c'è irritazione per il fatto che Raciti abbia deciso senza aver convocato prima la direzione del partito. E che lo abbia fatto proprio nel giorno della visita del premier a Palermo. Domani dovrebbe tenersi una riunione di maggioranza. «Chiamerò tutti al senso di responsabilità dice il giovane segretario dei democratici invitando ad azzerare il governo, in linea con una proposta che da tempo fanno i renziani». Ieri sera si è riunito il gruppo del Pd. Un incontro fissato da tempo, per discutere dell'elezione del nuovo vice presidente dell'Ars: ma ormai il nodo politico è molto più complesso. In ballo, tra l'altro, ci sono tre mozioni di sfiducia, presentate dalle opposizioni e da pezzi della maggioranza, ad altrettanti assessori (Scilabra, Agnello, Vancheri). «Il Crocetta-bis è un governo nato morto afferma Raciti abbiamo chiesto una svolta e una nuova delegazione, il governatore pensa che possiamo trattare su qualche assessore ». Ma Crocetta rilancia. Vuole cambiare solo un assessore (la dimissionaria Sgarlata) e andare avanti così. Rilanciando: «Non mi dimetterò mai, sono un combattente, uno che cade in battaglia. Sono stato eletto dal popolo siciliano, la prima volta dal Dopoguerra che il centrosinistra vince in Sicilia. Il Pd dovrebbe accendermi un cero, un lumicino, fare un viaggio a Lourdes per ringraziarmi. Sono stato eletto per liberare la Sicilia dal malaffare e la sto rimettendo sui binari dopo anni di sprechi». Nell'area renziana c'è irritazione per la sortita del segretario nel giorno della visita del premier Domani vertice di maggioranza
SICILIA - La Sgarlata sbatte la porta il Pd va sulle barricate Crocetta: "Non mollerò mai"
Riassunto in 200 parole:
L'assessore all'Ambiente Mariarita Sgarlata, del Pd, si è dimessa dalla carica dopo tre giorni di polemiche per il caso della (presunta) piscina abusiva realizzata nella sua villa di Siracusa. La Sgarlata ha scritto una lettera di dimissioni al presidente della Regione, Crocetta, in cui ha affermato di aver resistito alle pressioni per cedere e di essere vittima di una lobby politico-imprenditoriale. Il presidente Crocetta aveva invitato l'assessore a farsi da parte, ma lei aveva resistito. La Sgarlata ha anche affermato che il rapporto di fiducia con il presidente Crocetta si è incrinato.
Artista / Persona
Bene culturale
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