Tempo di scadenze per il museo Madre. In attesa del bilancio che sarà presentato a fine dicembre, a ottobre terminerà il mandato di Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina. Il giurista, esperto di beni culturali, si dichiara pronto a proseguire il proprio lavoro («lo ritengo un dovere», dice convinto), ma la sua candidatura potrebbe non essere più gradita alla Regione Campania. Eppure al suo insediamento Forte era stato presentato come un tecnico di altissimo livello e del resto si occupa da anni con competenza della materia. Che cosa è accaduto dunque? Si è rotto un idillio? Al momento non ci sono risposte ufficiali da parte della Regione, anzi l'assessore Miraglia rassicura: «Al Madre stanno svolgendo un ottimo lavoro». Ma il gossip più diffuso riferisce invece di una certa freddezza tra le parti, in particolare con Alessandra Caldoro, sorella del presidente. Quale sarebbe stato l'evento scatenante? A detta di bene informati, l'invito rivolto all'ex sindaco di Bari Michele Emiliano in un periodo in cui si ventilava la sua candidatura alle Europee, nella scorsa primavera. In pratica, il Madre si sarebbe prestato a fare da palcoscenico a un esponente di sinistra in campagna elettorale. Emiliano dal canto suo cade dalle nuvole: «Sono venuto al Madre», ricorda, «ma solo perché esponeva un artista barese». Al di là dei gossip, resta comunque da capire come il governatore vorrà regolarsi per la futura politica culturale del museo di arte contemporanea. Il Madre ha un forte passivo, deve circa quattro milioni di euro alla Scabec, e i fondi Pac sono bloccati dal patto di stabilità. La gestione di Forte, però, non ha certo peggiorato le cose rispetto a quella precedente e la Regione ha anche investito una discreta cifra. Il punto è che, cambiati i tempi e finita l'epoca d'oro in cui Bassolino finanziava il Madre a piene mani, non è chiaro se Caldoro voglia proseguire sulla strada del rilancio del museo o preferisca fare i conti e stringere i cordoni della borsa. Intanto le mostre programmate per l'autunno appaiono di qualità: quella di Walid Raad è la prima in un'istituzione pubblica italiana dedicata a uno dei più importanti artisti contemporanei dell'area mediorientale. Ma soprattutto si inaugurerà la grande esposizione dedicata a Lucio Amelio, giusto riconoscimento al gallerista scomparso venti anni fa e testimonianza del fatto che il Madre diretto da Andrea Viliani cerca di rinsaldare i legami con il territorio in cui è nato. Tutto è ancora fermo, però, per quanto riguarda il 2015. Il futuro del Madre è ancora da scrivere.