Il sindaco: noi costretti a stupire, Caserta parte da meno cento CASERTA La cena di gala nella Sala del Trono? Altro che scandalo, per Pio Del Gaudio è un'occasione da ripetere, non una ma dieci volte: «Ci vogliono dieci cene così per coprire la manutenzione di un anno». Ed è pronto a rilanciare: «Facciamoci pure i matrimoni civili». Sindaco, in tanti hanno storto il naso. Lei come la pensa? «Io dico che chi non c'era non può parlare. Io c'ero. E sono convinto che questa è la strada, ho visto l'entusiasmo delle 900 persone presenti. E' stato un evento promozionale fortissimo. Tante foto scattate che gireranno l'Italia e racconteranno un'altra Caserta, un'altra Reggia. Fino a qualche ora prima stavamo parlando della Reggia solo perché rischiava di chiudere di domenica per la protesta dei dipendenti». Ma non si poteva evitare almeno la Sala del Trono? «No perché altrimenti non si sarebbe tenuto l'evento. Caserta e la Reggia sono state infangate da una mediaticità fortemente negativa. Se non fosse stata offerta una cosa straordinaria, se non avessimo potuto "stupire", non credo che avremmo avuto a Caserta il congresso nazionale degli ingegneri . Purtroppo noi partiamo da meno cento. C'è chi guadagna a parlar male di Caserta, di destra e di sinistra. E quindi per recuperare dobbiamo fare anche questo. La Sala del Trono ha fatto la differenza, è stato il fascino di quegli spazi a conquistare. Poi non vedo lo scandalo, la città ci ha guadagnato». Basterà pagare per poter utilizzare privatamente il patrimonio artistico del Paese: ci sarà un limite, anche di buon gusto? «Quello ovviamente sarà affidato alla discrezionalità della Soprintendenza che comunque si baserà sempre sulle linee guida di un regolamento. L'apertura ai privati è una visione moderna della gestione dei beni culturali anche perché altrimenti non si mantengono. Basta con le visioni troppo ideologiche, ragioniamo di opportunità. Io sono perché si apra anche ai matrimoni civili». Anche i banchetti? «Purché in un certo modo, perché no? Almeno, ragioniamoci. Anche Buckingham Palace fitta delle stanze ai privati per eventi particolari. Se l'Aeronautica deve andar via dalla Reggia, come la vogliamo fare la manutenzione? Se non entrano soldi, la Reggia se ne cade». Anche il Comune ha concesso l'utilizzo del Belvedere per il congresso degli ingegneri. «Sì, giovedì c'è stata la cena alla Reggia e mercoledì sera al sito di San Leucio. Anche il Belvedere si regge su queste entrate per coprire la manutenzione, altrimenti come si farebbe? Ma poi a me interessa il lavoro. Con il congresso sono state riempite duemila stanze d'albergo, queste persone hanno consumato caffè, gelati, fatto acquisti. E per la cena nella Sala del Trono hanno lavorato trenta camerieri. Meglio qua che se vanno a lavorare sulla riviera romagnola. In più i soldi ricavati sono stati utilizzati anche per pagare gli straordinari ai custodi e sono stati sistemati impianti che non funzionavano da tempo. Questa è la strada indicata da Bray e Franceschini». A proposito di introiti, qualcuno dice che se questa è la strada meglio alzare un po' le tariffe. «Io penso che i prezzi debbano essere alti ma moderatamente alti. La gente deve venire, è anche una questione di promozione: per esempio, dopo aver cenato mercoledì sera al Belvedere, gli ingegneri di Lecco, Bolzano e Alessandria hanno voluto rivederlo e hanno prenotato una visita per il venerdì».