Transennata - ieri nuovi pericoli in piazza Trieste e Trento e al teatro Mercadante - ma, soprattutto, commissariata. Perché a Napoli, di fatto, è commissariato tutto: c'è un commissario all'Autorità portuale; c'è un commissario al San Carlo e uno al Forum delle culture. Anche il bilancio del Comune, dalla dichiarazione di predissesto, è praticamente commissariato dalla Corte dei conti che dice cosa si può e cosa non si può spendere. E ora arriverà pure un commissario per Bagnoli. In queste condizioni, soprattutto al sindaco de Magistris (che su Bagnoli parla di «mani sulla città»), non rimane che gestire i trasporti, il turismo e poco altro. NAPOLI - La musa ha una crepa sul cuore. Arriva quasi fino allo stomaco di gesso, uno squarcio metafora della città ferita dai continui crolli. La musa dal petto spaccato fa parte del gruppo scultoreo «La musica corona le arti della danza e della commedia» di De Matteis che sovrasta la facciata settecentesca del teatro Mercadante, da ieri è transennato. «Abbiamo notato la lesione - racconta il direttore dello Stabile Luca De Fusco - e subito abbiamo chiesto l'intervento dei vigili del fuoco. Per fortuna il sopralluogo ha dato notizie confortanti. A essere interessata al danno è solo questa statua della parte superiore. Le cariatidi e tutti gli altri fregi sono invece in buone condizioni. Basteranno dunque pochi giorni, quelli necessari alla messa in sicurezza delle parti lesionate e tutto ritornerà come prima, speriamo al più presto». Intanto il teatro continua la sua attività normalmente e il Caffè letterario del foyer rimane aperto al pubblico. In piazza Francese, dunque, è andata piuttosto bene se si pensa all'«imballaggio» cui è stato sottoposto invece il teatro di San Carlo. «Sì - continua il regista - la città sembra sottoposta ad un intervento dell'artista Christo (quello che a Berlino impacchettò il Reichstag e a Roma Porta Pinciana ndr ). È accaduto quello che sempre si verifica dopo una tragedia immane, imputabile alla trascuratezza umana. Prima si è ecceduto in imprudenza, poi in prudenza. Speriamo si arrivi presto al giusto mezzo della cura ordinaria». Transennapoli «va in scena», dunque, sempre più nei luoghi simbolo della città d'arte. Quasi nulla è stato risparmiato dalla furia della ossimorica prevenzione tardiva, quella che si limita a prendere atto del degrado stratificato nel tempo e srotola nastri di recinzione come fossero cerotti. Da Santa Chiara ai Girolamini, dal Museo Filangieri alla Prefettura, da San Gregorio Armeno alla sede del consiglio comunale in via Verdi. Nella mappa della città che si sfarina mancava giusto piazza Trieste e Trento, a un passo dalla Galleria Umberto, scena del «delitto per calcinaccio» del quattordicenne Salvatore Giordano. Ma anche quest'ultimo lembo del centro ha perso pezzi che sono rovinati sul marciapiede in genere affollatissimo. I calcinacci sono caduti dallo storico Palazzo Zapata, che prende il nome dal viceré che lo fece costruire nel diciassettesimo secolo (in seguito fu ristrutturato da Vanvitelli che gli conferì l'attuale aspetto neoclassico). L'edificio che apre la sua larga facciata di fronte alla chiesa di San Ferdinando (detta degli artisti) è un concentrato di storia ospitando il Circolo artistico politecnico e il Museo Giuseppe Caravita principe di Sirignano. Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della Radiazza che ne danno notizia spiegano la dinamica: «Il crollo risale a domenica. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spicconato la struttura e diviso la piazza praticamente in due emisferi. Purtroppo il fenomeno continua in modo incessante, nonostante i tanti interventi di spicconatura su edifici pubblici e privati. Sembra di vivere in una città che è stata appena bombardata». Transennapoli, appunto. Che sul sito del corrieredelmezzogiorno raccontiamo per immagini da mesi, con una fotogallery che ha raggiunto ormai il numero record di centosettanta scatti. La archiviamo ogni volta con l'augurio di non doverla aggiornare più. Ma il file, come i crolli, è in continuo work in progress. Ieri è toccato alle muse del Mercadante. Ma l'ispirazione anzi l'aspirazione è di chiuderla qui.