CONFRONTO acceso sul piano paesaggistico della Regione tra gli agricoltori e l'assessore Anna Marson alla Festa dell'Unità di Siena. Le categorie hanno contestato dal palco e dalla platea l'assessore chiedendo che il Piano sia riscritto, lei li ha accusati di tenere una posizione ideologica e di sfuggire al confronto di merito. Intanto contro il Piano si schierano tutti i Consorzi del vino, dal Chianti Classico al Brunello e al Nobile. ANNA Marson contro tutti sul Piano paesaggistico, nella «tana del lupo», alla Festa dell'Unità di Siena, città capoluogo della produzione di vino e della contestazione alla pianificazione urbanistica delle campagne della Regione. Non è stato un pomeriggio facile, quello di venerdì alla Lizza, per l'assessore regionale all'urbanistica, sotto il fuoco di fila di produttori e associazioni di categoria, che non si sono limitati a duri interventi dal palco ma sono «insorti» anche dalla platea. Si è sfiorata la gazzarra. Ad un certo punto, dopo oltre un'ora, Marson si è alzata e ha accennato ad andarsene, ma poi si è nuovamente seduta per concludere amaramente qualche minuto dopo: «Ho chiamato i Consorzi al confronto ma la mia richiesta non è stata accolta, e questo vostro atteggiamento ideologico mi mette a disagio, non mi permette di entrare nel merito delle questioni». In realtà sul terreno le questioni ci sono finite. Viticoltura, boschi, crete, florovivaismo, con gli agricoltori a rivendicare la qualità di un territorio che hanno contribuito a costruire, lamentare un Pit che cristallizza e ripiomba l'agricoltura nell'arcaico, il mancato coinvolgimento nella stesura dei Piani. «Quanto avvenuto ieri sera a Siena dimostra ancora una volta la necessità di un Pit-Stop per rivedere totalmente il Piano di indirizzo territoriale della Regione » commenta il giorno dopo il presidente di Confagricoltura Toscana, Francesco Miari Fulcis. «La palese incapacità di Marson di replicare alle contestazioni e argomentare le scelte fatte sul Pit la dice lunga su come questo Piano sia stato concepito e realizzato senza aver tenuto conto delle conseguenze. L'eventuale nostro ricorso al Tar, qualora il Piano non dovesse essere riscritto, sarà solo il primo di una serie di manifesta- zioni contro le scelte della Regione, convinti come siamo che l'eccellenza rappresentata dal nostro lavoro e dalle nostre produzioni debba essere difesa». Intanto tutti i Consorzi toscani di produzione del vino, dal Chianti Classico al Brunello, dal Nobile e quelli minori, in totale 17 sigle, hanno sottoscritto il documento diffuso per primo dal Consorzio del Chianti che giudica «anacronistico» e «sbagliato » il Pit, in grado di bloccare le colture intensive e reimpianti di vigneti di cui i filari toscani hanno invece bisogno per mantenere e sviluppare eccellenza produttiva e primati, in termini di qualità, business, ma anche cura del paesaggio e presidio contro l'abbandono delle colture.
TOSCANA - PAESAGGIO. Marson contestata dai viticoltori
L'assessore regionale Anna Marson è stata oggetto di un confronto acceso sul piano paesaggistico della Regione Toscana durante la Festa dell'Unità di Siena. Gli agricoltori e le categorie del vino hanno contestato il Piano, accusando Marson di tenere una posizione ideologica e di sfuggire al confronto di merito. Marson ha risposto che il Piano è stato concepito senza aver tenuto conto delle conseguenze e che l'eccellenza rappresentata dal lavoro agricolo e dalle produzioni del vino debba essere difesa. I Consorzi del vino toscani hanno sottoscritto un documento che giudica anacronistico il Piano, che potrebbe bloccare le colture intensive e reimpianti di vigneti.
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