PUNTA il dito contro «gli stupri che sfigurano complessi e delicati eco-sistemi: colate spesso abusive di cemento, sfondamenti della montagna, sovraccarico edilizio». Il presidente della giunta regionale è categorico: «Non possiamo più continuare su questa strada». Parla della necessità di coniugare economia ed ecologia. Chiede attenzione da parte delle autorità centrali nei confronti una regione che nell'ultimo decennio non è stata «né anarchica né autarchica ». Lo dimostra la produzione di energia prodotta da combustibili fossili, rinnovabili, fotovoltaico ed eolico. «Offriamo un contributo straordinario al soddisfacimento del fabbisogno energetico del Paese - spiega - E quindi abbiamo il diritto di ribellarci alle trivelle in questa nostra striscia di mare». Altrettanto deciso è il no al gasdotto. «Non è la sindrome di "Nimby" - avverte Vendola - che spinge tutto il Salento a difendere un sito di pregio naturalistico, paesistico ed archeologico, in cui si prevede di portare il tubo del gasdotto». E ancora: gli investimenti nei distretti produttivi della meccatronica, nelle bio e nelle nanotecnologie, nell'aerospazio, nell'agroalimentare; lo sviluppo della rete aeroportuale e il progetto di alta velocità Bari-Napoli. Il presidente dice di aver imparato tanto e da tutti. Ne cita soltanto uno, «un grande sindaco che ci ha lasciato, un intellettuale di destra, un galantuomo, un uomo con la schiena dritta con cui ho avuto l'onore e il piacere di condividere la battaglia contro il rigassificatore nella pancia di Brindisi: Mimmo Menniti». Insiste: «Abbiamo cercato sempre di intrecciare modernità e tradizione nel nostro racconto e nella nostra ricerca di una Puglia migliore, coniugando identità e cosmopolitismo ». Infine, il congedo «da un decennio che mi ha succhiato la vita», e il pensiero ad Antonio Facenna. Con una promessa: la sua masseria diventerà una masseria didattica. Il debuttante Antonio Decaro esordisce parlando di accoglienza, senza alcuna soggezione nei confronti dell'eredità ingombrante di Michele Emiliano, che è seduto nelle retrovie. Decaro non lo cita mai e marca la differenza di stile con un discorso incentrato sulle cose da fare, senza iperboli o provocazioni, in cui l'unica concessione al colore è il riferimento al fidanzamento della figlia. Dà del tu a Matteo Renzi, elencando una serie di questioni irrisolte. Il Cara che scoppia è soltanto la punta di un iceberg. «Su un tema come l'accoglienza di milioni di profughi, le città frontiera dell'Italia non possono essere lasciate sole», avverte il sindaco. Che, in nome della buona politica, annuncia il sostegno convinto alla candidatura di Lecce capitale europea della cultura 2019. «Non siamo la parte più ricca del Paese - rileva - ma il coraggio non ci manca. Non ci lasciate soli». C'è una città che vuole correre, ma non può permetterselo. «Dovete continuare a lavorare per permettere a questo sud - insiste Decaro - di andare veloce. Oggi per raggiungere Napoli in treno, io ci impiego 4 ore, se mi va di lusso e non mi salta la coincidenza. Alla media di 66 km l'ora. Per andare da Roma a Firenze, più o meno la stessa distanza, ci impiego un'ora e mezza, a una media di 200 km l'ora. Più di tre volte tanto. E la situazione dei collegamenti ferroviari sulla dorsale adriatica non è diversa purtroppo». Il cantiere della Bari- Napoli è annunciato per il prossimo anno e il sindaco invita Renzi per il taglio del nastro. Saluta la nascita della città metropolitana, ma chiede al governo di intensificare la lotta alle mafie. Il primo cittadino ricorda Florian Mesuti, «un ragazzo perbene, ucciso qualche giorno fa perché aveva provato a mettere fine a una lite fra ragazzini». Chiede di poter trasferire gli uffici giudiziari in una caserma dismessa, ma soprattutto indica nella scuola la priorità assoluta dell'azione di tutti i governi. L'altro congedante, il presidente della Provincia, Francesco Schittulli, che uscirà di scena insieme con l'ente che amministra, denuncia l'assurdità di un patto di stabilità che gli impedisce di investire in strade e scuole. Invoca «la dignità della politica, ormai ridotta ad una sorta di calcio mercato con infime, squallide campagne acquisti, come si sta già verificando in Puglia, in preparazione delle prossime elezioni regionali». A qualcuno, in fondo alla sala, fischiano le orecchie. Infine, il saluto di Ugo Patroni Griffi. Il presidente della Fiera del Levante chiede a Renzi l'inclusione del quartiere fieristico nel decreto sulle zone franche urbane. «Sarebbe - dice - un sostegno decisivo al rilancio e all'attuazione del piano di ristrutturazione ».
PUGLIA - La ricetta di Vendola "Bisogna coniugare l'economia con l'ecologia"
Il presidente della giunta regionale della Puglia, Antonio Decaro, ha lanciato un appello alla regione e al governo centrale per coniugare economia e ecologia. Ha chiesto attenzione da parte delle autorità centrali per la regione, che ha prodotto energia da combustibili fossili, rinnovabili, fotovoltaico ed eolico. Ha anche espresso il suo dissenso per il gasdotto e ha chiesto il sostegno per gli investimenti nei distretti produttivi della meccatronica, nelle bio e nelle nanotecnologie, nell'aerospazio, nell'agroalimentare. Ha anche parlato della necessità di migliorare i collegamenti ferroviari sulla dorsale adriatica.
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