La torre davanti al lago di Libeskind: «Incongruenza ambientale» COMO «Mai la torre-monumento di Daniel Libeskind davanti al lungolago di Como». A squarciare la sonnolenta fine estate lariana irrompe una lettera-appello firmata dal gotha degli architetti della città, appoggiati anche da intellettuali e associazioni storiche. Tutti contrari al progetto di un gruppo di imprenditori appoggiati dal Comune di installare una maxi-opera alta 20 metri e firmata dall'archistar di fama mondiale esattamente davanti allo skyline di Como. Dieci, a ieri, le firme sul documento voluto dal professionista Francesco Castiglioni, sottoscritto dal presidente dell'Ordine degli architetti, Michele Pierpaoli, e dai suoi due predecessori, Angelo Monti e Franco Butti. Tutti uniti da una certezza: la monumentale torre in fase di progettazione da parte di Libeskind che, tra le altre cose, ha lavorato anche per le nuove torri sorte a Ground Zero dopo l'11 settembre e al quartiere CityLife a Milano, può trovare spazio dappertutto ma non sulla diga foranea che si allunga nel lago proprio davanti al centro di Como. Uno stop preventivo, in realtà, visto che dell'opera, finora, è stato reso noto soltanto il nome: «The life electric», una sorta di omaggio al genio di Alessandro Volta (1745-1827), inventore della pila dai natali comaschi. Il progetto, per il resto, è stato mantenuto nel più assoluto riserbo dall'associazione «Amici di Como», il sodalizio promotore dell'iniziativa che riunisce decine di imprenditori-mecenati (gli stessi a cui si deve la riapertura parziale e temporanea del lungolago funestato dai lavori delle paratie). A loro, inoltre, si deve il finanziamento dell'opera (cifre non ancora note) e la proposta di donazione del monumento al Comune di Como che, con una riunione di giunta a inizio settembre, ha già formalmente accettato. Pochissimi gli altri dettagli su forma e significato dell'omaggio a Volta, anche se si parla di una struttura che potrebbe arrivare fino a 20 metri di altezza con una base ovviamente proporzionata. La collocazione già individuata sarebbe la parte terminale e circolare della diga che dai giardini a lago si diparte verso il centro del lago, per finire esattamente davanti alla centralissima piazza Cavour. E proprio questo è il punto che ha allarmato gli architetti. I quali definiscono la scelta della collocazione come «assolutamente da evitare per l'evidente incongruenza ambientale e culturale provocata da un elemento di tale dimensione». Elemento che interferirebbe «con la libera visione d'insieme del paesaggio» e che, aggiungono i sottoscrittori della lettera, contrasterebbe «con le opere già dedicate a Volta (Tempio, Statua e Faro nelle condizioni che tutti conosciamo e che necessitano di interventi di valorizzazione». Dal canto suo, il coordinatore del progetto, Daniele Brunati, che già aveva dovuto incassare una recente stroncatura dell'idea da parte di Vittorio Sgarbi, arrivato a paragonare il monumento al tristemente celebre muro sul lago delle paratie - ha preferito replicare con spirito collaborativo: «Siamo disponibili al confronto perché credo possa far nascere qualcosa di positivo. Invito soltanto tutti ad avere pazienza visto che il progetto di Daniel Libeskind verrà presentato tra due settimane».
Como, gli architetti contro l'archistar
Un gruppo di architetti, intellettuali e associazioni storiche di Como ha firmato una lettera appello contro il progetto di una maxi-opera alta 20 metri davanti al lago di Como, firmata dall'archistar Daniel Libeskind. La struttura, intitolata "The life electric", è un omaggio a Alessandro Volta e potrebbe interferire con la libera visione d'insieme del paesaggio. Gli architetti hanno espresso preoccupazioni per l'incongruenza ambientale e culturale. Il progetto è stato presentato dal coordinatore Daniele Brunati, che ha invitato a un confronto. Il Comune di Como ha già accettato la donazione del monumento.
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