Golfo di Noto, inesorabile erosione costiera. Da Avola marina fino a San Lorenzo, milioni di metri cubi di sabbia stanno lasciando il posto al fondale roccioso. Le conseguenze sul fronte ecologico - ed economico - che ne conseguono sono rilevanti. Recentemente vi è stato un allarme tra gli operatori turistici che hanno anche posto interrogativi sulla capacità di fruizione di un patrimonio fondamentale, evidenziando anche l'impellente necessità di misure commisurate sul reale stato della costa, chiamando le istituzioni alle loro responsabilità, suggerendo poi l'opportunità di un lavoro di programmazione sull'intero territorio. «Occorre al piu presto - sostengono i titolari dei lidi balneari - che le istituzioni adottino strategie opportune ed efficaci per arginare l'arretramento del litorale, per salvare lo sviluppo delle attività turistico-ricreative». L'erosione è un fenomeno che dovrebbe essere affrontato in modo che non sia compromesso l'equilibrio tra l'arretramento e l'avanzamento della linea di costa, ma la sparizione di interi tratti di litorale dimostra come questo equilibrio sia stato turbato ormai da tempo. «Vi sono vari rimedi per evitare o quantomeno mitigare il problema - spiega Paolo Pantano, ambientalista - ma ciò dipende dalla conformazione della costa (se diritta o frastagliata, se sabbiosa o rocciosa). Le spiagge sono più a rischio e per cui è hanno la priorità. Gli insiemi sabbiosi sono uno degli ecosistemi più delicati in natura e sono i meno protetti in assoluto». Un modo efficace, secondo Pantano, per salvaguardare gli arenili è quello di utilizzare sistemi di ingegneria naturalistica, in grado di fermare l'erosione in modo naturale. Ma una soluzione unica contro il fenomeno dell'erosione costiera non c'è. ù «Esistono diverse opzioni possibili e se la scienza può fare molto per contenere e prevenire le conseguenze, è altrettanto vero che le istituzioni devono muoversi con tempestività nell'organizzazione delle risposte alle emergenze e nella capacità di reperire le risorse economiche necessarie tanto per gli interventi urgenti quanto per la programmazione di quelli a medio e lungo termine. Le soluzioni tecniche possono essere diverse: prolungamento dei promontori o sistema misto, comunque resta improrogabile trovare la soluzione più idonea per arrestare la minaccia dell'erosione». A tal riguardo, gli ecologisti, ritiengono utile la redazione del Piano delle coste, per evitare l'emergenza e per arrestare un fenomeno così inesorabile. Le linee guida, indirizzi e criteri nel Piano delle coste dovrebbero puntare a garantire il corretto equilibrio tra la salvaguardia degli aspetti ambientali e PAESAGGISTICI del litorale. «La sinergia e la condivisione delle competenze - sottolinea Pantano - sono le direttrici-base, riassumibili con un termine che nell'ambito della Protezione civile sta diventando di uso frequenze e cioè "resilienza", che indica la capacità di adattamento ad un evento avverso, senza modificare la qualità dell'ambiente». E ancora. «Per migliorare l'assetto del territorio, è importante che ciascun Comune, elabori uno specifico piano delle coste di sua competenza, istruendo richieste di finanziamento e di partecipazione a bandi europei». Sono i Comuni - conclude Pantano - che scandiscono la possibilità e la tempistica per un settore trainante per l'economia: il turismo.
SICILIA - Noto. Da San Lorenzo a Marina di Avola, arenili sempre più ridotti
L'erosione costiera nel Golfo di Noto sta causando un allarme tra gli operatori turistici e gli ecologisti. Milioni di metri cubi di sabbia stanno lasciando il posto al fondale roccioso, compromettendo l'equilibrio tra l'arretramento e l'avanzamento della linea di costa. Le spiagge sono più a rischio e per cui è necessaria una priorità. Gli insiemi sabbiosi sono uno degli ecosistemi più delicati in natura e sono i meno protetti. Un modo efficace per salvaguardare gli arenili è quello di utilizzare sistemi di ingegneria naturalistica.
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