Siracusa. Tutto è cominciato con un post sul social network. Una discussione privata sulla piazza virtuale dove il leader Ance, Massimo Riili, faceva cenno alla costruzione di una piscina nella villa dell'assessore regionale aretusea, Mariarita Sgarlata. Costruzione che sarebbe stata la pietra dello scandalo della Soprintendenza aretusea. Secondo il tam tam mediatico, nato da un esposto presentato a luglio, l'assessore ai Beni culturali della Giunta di Rosario Crocetta avrebbe predisposto la piscina, prefabbricata e fuori terra, insieme con un solarium nella sua villa di contrada Isola senza le autorizzazioni necessarie. Da qui un passaparola alimentato da ricostruzioni più o meno fantasiose e disquisizioni politiche che hanno trasformato l'agorà virtuale in un luogo di confronto sul mai risolto connubio tra tutela e sviluppo a Siracusa. Il casus belli non è stata solo la piscina dell'assessore Sgarlata, in merito alla quale l'archeologa ha assicurato di avere tutte le carte in regola. Ma anche la destituzione di Beatrice BASILE, il 31 agosto, dai vertici della Soprintendenza. Archeologa di fama ed ex direttore del museo archeologico "Paolo Orsi", la BASILE venne salutata con entusiasmo dal mondo culturale aretuseo al momento del suo insediamento negli uffici di piazza Duomo. Un incarico caratterizzato da ricorsi e controricorsi sin dall'inizio, poiché il predecessore di Beatrice bASILE, Orazio Micali, aveva presentato ricorso contro la sua destituzione, vincendolo. Tuttavia, lo stesso giorno una nuova sentenza gli aveva impedito di riprendere le redini della Soprintendenza aretusea rimaste, dunque, nelle mani dell'archeologa tra la soddisfazione di comitati popolari e associazioni culturali. Gli stessi che oggi difendono a spada tratta la professionalità dell'archeologa la quale continua a trincerarsi dietro il "no comment". In ballo il futuro di Siracusa tra cemento e salvaguardia. Un dissidio che svela vecchie tensioni e che travalica i confini urbanistici per diventare riflessione politica e sociale. Lo sa bene anche il sindaco di Siracusa, il renziano Giancarlo Garozzo, che dovrà lavorare alla maxi-revisione del Piano regolatore generale nel segno del "cemento zero": dunque basta consumo del territorio, basta villette a schiera al posto delle campagne e più riqualificazione dei quartieri storici anche in virtù del calo demografico e della crisi economica, entrambi cause del boom di case invendute. Intanto, alla guida della Soprintendenza di Siracusa è stato nominato l'architetto Calogero Rizzuto, già direttore della Casa Museo Uccello di Palazzolo Acreide che, con cortese diplomazia, non commenta quanto accade in questi giorni ma preferisce parlare solo di lavoro e delle priorità in termini di gestione del patrimonio culturale e ambientale aretuseo. 13092014