Padova giocare con la cappella degli Scrovegni. E divertirsi, come in un videogame, a fare un viaggio virtuale, di grande rigore culturale, dentro al mondo di Giotto. Un'avventura su misura per comitive di scolaresche in gita e per famiglie di turisti, ma destinata anche a ricercatori eruditi di tutto il mondo. La nuova sala multimediale, ultratecnologica, intitolata alla fondazione americana Wiegand, che nella consentito la realizzazione, è stata inaugurata ufficialmente ieri, alla presenza del ministro Gasparri. E da oggi è aperta al pubblico. Un museo nel museo, da visitare con calma, mettendo mano a un mouse e a pochi tasti, prima di entrare, in . piccoli gruppi, per non più di 15 minuti, sotto al fantastico cielo stellato blu, della vicina cappella affrescata, tornata meravigliosamente a splendere dopo il restauro dell'anno scorso. Sette le tappe del percorso museale, interamente dedicato alla comprensione del capolavoro giottesco. Subito dopo l'ingresso, alla postazione numero uno, i turisti vengono accolti da un maxischermo, con possibilità di ascolto in cinque lingue, che racconta la storia della cappella, narrata in prima persona da Enrico Scrovegni, che la commissionò a Giotto nel 1303. La postazione numero due, interattiva, è dedicata alla scoperta della Padova del trecento. Sotto particolari campane di vetro, realizzate in modo che l'audio di ogni computer non disturbi quello vicino, i visitatori possono interrogare il sistema sulla vita padovana del pittore fiorentino. Dal guardaroba alla cucina dell'epoca. La postazione numero tre, par-ticolarmente affascinante, e la perfetta ricostruzione, in scala reale, di uno degli affreschi, «l'annuncio ad Anna», madre di Maria, della sua maternità. Dentro una casetta verde, di legno, c'è il letto della santa. Si possono toccare gli arredi, le coperte, le tende, realizzati amano e a telaio, come se ci si trovasse in una vera casa del trecento. Ma la postazione numero quattro è il vero gioiello tecnologico del museo, realizzato grazie alla collaborazione dei ricercatori del cnr: una workstation altamente interattiva sugli affreschi della cappella. Da una consolle, collegata con un grande schermo, è possibile navigare all'interno degli affreschi, zoom-mando sui dettagli e sui personaggi e ammirando l'opera da tutti i punti di vista. Una cyber-mappa tridimensionale mostra al visitatore le relazioni ipertestuali tra i dati e le informazioni. Con la possibilità di utilizzare diversi livelli di approfondimento. Da quello elementare, per chi ha pochi minuti, a quello specialistico, per chi deve preparare una tesi di laurea. Dedicata alla tecnica dell'affresco la postazione numero cinque. Divertente perché si possono vedere i pigmenti originali, la sabbia, la calce, la cazzuola, i tamponi, gli strumenti e i segreti di questa particolare pittura. Sulle più moderne tecnologie conservative di restauro, invece, la postazione numero sei. Mentre l'ultima tappa, la settima, è dedicata allo studio, al computer, dell'espressività e dei sentimenti in Giotto. Primissimi piani di Maria, di Gesù, di Giuda, dei diavoli, fantastici, e dei dannati cacciati tra le fiamme dell'inferno.