Le forche caudine per Furnari dileggiata dagli ambientalisti Enzo Maiorca: «E' la legge dell'ipse dixit, io non ci sto». Corrado Giuliano: «I documenti su Facebook sono il sintomo di un sistema colabrodo». Querelle a distanza fra il Verde Peppe Patti e l'on. Pippo Gianni E' il rintocco delle campane della cattedrale, come in uno spaghetti-western, a dare il via al sit-in ambientalista di ieri mattina davanti al palazzo della soprintendenza. Arrivano alla spicciolata, i manifestanti, e prendono posto con le spalle al muro, perché il sole delle 12 batte forte. Era la giornata del confronto, quella di ieri, per incontrare l'assessore regionale ai Beni culturali Pina Furnari, ufficialmente in visita per annunciare l'inizio dei lavori alla Tonnara di viale Santa Panagia. L'aria è densa di aspettativa e nervosismo, e la massa di manifestanti ondeggia come per prepararsi a una traversata pacifica dei corridoi. Vogliono conto e ragione della sospensione dell'ex soprintendente Beatrice Basile. Il primo a immergersi nella spiegazione delle motivazioni del sit-in è Enzo Maiorca, ex campione mondiale di immersione e adesso strenuo difensore dell'ambiente: «E' una protesta dura, la nostra, perché siamo stufi di anni e anni di una soprintendenza in mano agli architetti. Loro, non sono idonei a questo ruolo, perché l'architetto è portato a costruire, non a conservare. E il metodo è sempre quello: ipse dixit. C'è a chi sta bene: a me, no». Parte intanto il primo avvistamento fasullo, ci sarebbe l'assessore, ma è un falso allarme. «E' un problema politico - aggiunge Peppe Patti dei Verdi - e il presidente Crocetta non si può nascondere dietro una foglia di fico. Eliminando la dottoressa Basile, la tutela e il patrimonio di questa città viene messo in mano a chi per anni l'ha distrutta. Per otto mesi, durante la gestione del soprintendente Micali, abbiamo assistito a pareri che venivano da lui avocati e gestiti all'oscuro dei dirigenti delle unità operative paesaggistiche e archeologiche». E' il momento di entrare, si varca l'androne e poi il corridoio, mentre Corrado Giuliano, del Comitato parchi, si arrovella sul fatto che «non è ragionevole aver rimosso la Basile, con infiniti titoli, per sostituirla con un altro dirigente che - afferma Giuliano - non avrebbe le stesse competenze: è un paesaggista. E poi - prosegue, riferendosi alle motivazioni dell'atto di contestazione - com'è possibile che sulla mia bacheca facebook qualcuno abbia postato informazioni che la stessa Basile non possedeva? E' il sintomo di un sistema a colabrodo». Come un colabrodo appare la soprintendenza: una fiumana di persone si riversa nei corridoi, invade pacificamente la sala conferenze, viene dirottata fuori, si spalma ai lati del corridoio principale, e quando alla fine l'assessore Pina Furnari arriva si trasforma in una forca caudina dileggiante, prorompendo in un lungo applauso di sfottò. La titolare dei Beni culturali della Sicilia si presta alle domande, sottolinea che dietro il "caso" Basile vi sia soltanto un avvicendamento e che non esista nessun dossier arrivato in maniera anonima a Palermo. Fuori, sotto al sole, Patti aveva detto senza giri di parole: «La smetta il deputato Pippo Gianni di voler gestire clientele sulla tutela del territorio». Una bomba innescata, che giriamo a Gianni, in un angolo mentre Furnari parla. C'è lei dietro tutto questo? «Io? Questa mattina sono stato invitato insieme con gli altri deputati. Mi occupo solo di Industria, Ambiente e Sanità. Non di organigrammi. Basile l'ho vista solo due volte, sembra una brava persona». Ieri era il giorno della Tonnara. Il soprintendente, Calogero Rizzuto - che nel frattempo ha invitato Corrado Giuliano ad abbandonare la stanza - spera soltanto che nulla rovini la festa. «Basta agire civilmente. Io non rifuggo il confronto. Per il resto, non conosco le carte». In tarda mattinata l'incontro tra l'assessore Furnari e gli Ambientalisti, che così Patti ha riassunto: «Era molto arrabbiata per quelle che ha definito ingerenze del Pd nella vicenda Basile. Sulla sua rimozione, ha detto che le vere motivazioni deve conoscerle proprio l'ex soprintendente. Una risposta kafkiana». Seby Spicuglia 09092014
SICILIA - sit-in ambientalista davanti al palazzo della soprintendenza
I manifestanti ambientalisti hanno organizzato un sit-in davanti al palazzo della soprintendenza dei Beni culturali della Sicilia, per protestare contro la sospensione dell'ex soprintendente Beatrice Basile. L'assessore regionale Pina Furnari è stata invitata a incontrare i manifestanti, ma è stata ricevuta con un applauso di sfottò. Enzo Maiorca, leader ambientalista, ha affermato che la sospensione di Basile è stata decisa per far passare un dirigente meno competente al ruolo. Corrado Giuliano, del Comitato parchi, ha accusato il sistema di essere a colabrodo e ha chiesto spiegazioni sulla rimozione di Basile.
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