Una cena di gala per quasi 900 persone si è tenuta l'altro ieri sera nella sala del Trono della Reggia di Caserta, una delle più belle del monumento patrimonio dell'Unesco. Ad organizzarla l'ordine degli ingegneri che sta tenendo in questi giorni, nel capoluogo di Terra di Lavoro, il 59esimo congresso nazionale. La parlamentare Sgambato (Pd) protesta: «Quel monumento ha una sua dignità». Il soprintendente Vona che ha autorizzato l'evento spiega: «Con l'incasso miglioreremo l'illuminazione». CASERTA «Ma con tante sale a disposizione, proprio la Sala del Trono bisognava utilizzare?». Tutti quei tavoli apparecchiati che hanno insolitamente arredato uno dei principali salone della Reggia in occasione della cena di gala del congresso nazionale degli ingegneri, a Camilla Sgambato, parlamentare del Pd, proprio non sono piaciuti. E, appena scoppiata la polemica, la deputata non ci ha pensato due volte a twittare : «Apriamo ai privati il nostro sterminato patrimonio artistico. Ma la cena di gala nella sala del Trono della Reggia, proprio no». Però la linea del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, esponente del suo partito, è questa. «La linea del ministro, che io condivido appieno, è chiara: superare vecchie logiche e usufruire dell'apporto che può venire dai privati per migliorare gestione e valorizzazione del patrimonio artistico. Su questo penso che siamo, ormai, tutti d'accordo. Però il principio va poi declinato con criterio. Si deve trovare il giusto compromesso tra una visione moderna dell'utilizzo dei beni culturali e la necessità, che resta a mio avviso prioritaria, di salvaguardare l'immagine e la dignità del luogo. Tanto per essere chiari, esistono altre sale che potevano ospitare eventi del genere. Ben vengano tutti gli eventi che aiutano a riempire gli alberghi e a portare turisti, ma lo si può fare senza per forza banchettare nella sala del Trono». A breve Franceschini sarà a Caserta. Vi confronterete anche su questo? «Indubbiamente. Ho avuto conferma che il ministro sarà qui a fine mese. Lo incontrerò assieme al gruppo consiliare Pd della città. Sulla Reggia c'è tanto da fare, dal problema sicurezza, alla manutenzione, alla apertura di spazi fino ad ora poco o male utilizzati». Il ministro incontrerà anche il sindaco che ha già un elenco di richieste da fare e che chiede più autonomia. «L'immagine della Reggia è inevitabilmente legata a doppio filo a quella del capoluogo, ma anche dell'intera provincia. Ho condiviso con il sovrintendente Fabrizio Vona, incontrato giorni fa, la necessità di lavorare tutti assieme e ho già chiesto anche al prefetto un incontro istituzionale a più voci. Tutti dobbiamo essere chiamati ad assumerci responsabilità, anche il Comune. Strade e illuminazione sono il benvenuto al turista. E poi c'è l'aspetto sicurezza, non solo della Reggia, ma anche della piazza e su questo anche la Polizia municipale deve collaborare». A proposito di sicurezza, resta il problema ambulanti. Ieri multe e controlli. Come si affronta il problema? «Sicuramente con una maggiore presenza di forze dell'ordine, dei vigili soprattutto. Bene la presenza nel cannocchiale: perché agli ambulanti va impedito l'accesso, evitando di farli entrare per poi scaricare il problema sui custodi, a cui non compete. Ma bisogna anche pensare a chioschetti per la vendita di souvenir, offrendo un'alternativa di legalità e regolamentazione agli ambulanti che risulterebbe, secondo me, molto più utile della semplice repressione».