Luigi Corbani, direttore generale dell'Orchestra Verdi, voi avete puntato da subito sul contributo privato. Qual è stato il contributo delle singole persone fisiche? «Tredici milioni in 13 anni son venuti dai singoli cittadini: contributi variabili da 150 euro sino a 25 mila euro. In percentuale è più del contributo pubblico ricevuto in tutti questi anni, che sono sotto i 10 milioni di euro». Ci si è ispirati a un modello americano? «Sì, un modello che loro hanno da sempre e che si è accentuato negli anni 70-80, perché sono stati anni di maggiore crisi economica». E in Italia chi altri segue il vostro esempio? «Nel nostro settore musicale non c'è nessuno. Altri sono il Fai, Italia Nostra e le onlus». Ci vorrebbe la defiscalizzazione? «Parlerei di deduzione dal reddito. Con la defiscalizzazione si detraggono soldi dalle imposte; invece si dovrebbe dedurle prima dal reddito. Se tu hai 10 mila euro, prima di sottoporre all'imposta deduci 100 euro che hai versato come atto di liberalità o come quota sociale a una associazione». Ora non si può fare in Italia? «Nel decreto che è in discussione in Parlamento c'è la defiscalizzazione, ma solo per le onlus e le associazione di promozione sociale. E le orchestre non possono essere delle onlus». Invita a estendere il decreto? «Sì. Invito a estenderlo». Avete anche contributi I di cittadini stranieri?«Si, ci sono svizzeri che danno contributi».In cambio cosa chiedono? «Sono quasi tutti a fondo perduto». Con la deduzione l'Erario avrebbe però un mancato introito? «La mia proposta è la seguente: blocchiamolo a livello attuale il Fondo unico dello spettacolo e introduciamo questa detrazione delle tasse. Poi vediamo. In genere ciò si traduce in maggiore attività culturale, quindi pagamenti di Iva allo Stato. Inoltre tutto ciò spinge a fare una politica per il pubblico, e spinge a nuovi atti di liberalità e a un aumento del pubblico. Quindi anche a nuovo indotto». P.Pan.
Deduzioni dal reddito per aiutare le donazioni
Luigi Corbani, direttore generale dell'Orchestra Verdi, ha sottolineato l'importanza dei contributi privati per il sostegno dell'orchestra. In 13 anni, i cittadini hanno versato 13 milioni di euro, con contributi variabili da 150 euro a 25 mila euro. Ciò rappresenta più del contributo pubblico ricevuto in tutti questi anni, che è stato inferiore ai 10 milioni di euro. L'orchestra ha seguito un modello americano, che ha visto un aumento dei contributi privati negli anni '70 e '80, durante la crisi economica. In Italia, non ci sono altri settori musicali che seguano questo esempio.
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