Vittorio Sgarbi, che è ambasciatore della cultura per la Regione Lombardia all'Expo 2015, e il ministro Dario Franceschini prendano le migliori opere dei musei nazionali di Lucca e le portino alla fiera universale che si terrà a Milano l'anno prossimo. La quantità di turisti, mercanti, investitori e viaggiatori che raggiungeranno la città milanese, per l'Expo, è stimata in 20-25 milioni di individui, che si aggiungono al traffico vacanziero che ha per tradizione il capoluogo lombardo (più di 6 milioni di presenze). Pensare che anche una minima quantità di questo flusso enorme di commercianti, compratori, investitori, curiosi, si faccia 5 ore di treno, tra cambi, ritardi, posti esauriti, per raggiungere Lucca e venire a vedere le residenze nobiliari dei Mansi e dei Guinigi, è quanto di più sciocco possa passare per la mente di un uomo. Perciò, visto che la direttrice dei musei nazionali, Antonia D'Aniello, ha dichiarato che le mancano i finanziamenti per avere più custodi e tenere aperti di più i musei, si metta d'accordo con il sindaco Tambellini e con Maria Pia Bertolucci responsabile del Complesso museale e archeologico del Duomo, e chiamino Vittorio Sgarbi per trattare il prestito. Il ritratto di giovinetto del Pontormo (1525), il Don Garcia dei Medici del Bronzino (1551-53), la Madonna col Bambino e i santi di Andrea del Sarto (metà XV), la Madonna col bambino di Donatello (1406-08), oppure l'Ultima cena del Tintoretto (1590), esposta nel duomo, è bene averli fermi e scarsamente visitati a Lucca, oppure affittati per un preciso lasso di tempo a Milano, così da incamerare risorse e far conoscere le opere lucchesi ai milioni di visitatori americani, giapponesi, australiani ed europei che raggiungono la capitale del Nord Italia? L'Expo è una fiera che ripasserà in Italia quando noi saremmo cenere ed unisce investitori, avventizi, produttori e compratori. Volere che sia o diventi un corso di formazione sul patrimonio diffuso italiano, come vorrebbe l'ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis, cioè aspettarsi che questi milioni di persone si mettano a viaggiare per l'Italia alla ricerca del museo perduto non ha senso. Ad una fiera chi ci va, non ci va per vacanze, ma per traffico e commercio. Per cui o le opere di Lucca le portiamo lì, all'Expo, oppure perdiamo un'occasione secolare