Praticamente ultimati i lavori di recupero della pavimentazione del sagrato della chiesa di San Michele. Quello che rimane del cantiere che si è spostato in tempi diversi in tutta l'area della piazza sottoposta all'intervento è legato alla realizzazione, spiega l'assessore al commercio Giovanni Lemucchi, di un ulteriore sondaggio archeologico su una parte della piazza richiesto espressamente dalla Soprintendenza. Ma non appena l'ulteriore studio sulla parte sottostante l'attuale sagrato sarà stato eseguito, la piazza verrà liberata. L'intervento ha previsto per larga parte il recupero (anche sostituzione) dei blocchi di calcare bianco presenti sulla piazza, oltre che delle lastre di pietra di Matraia. Per il restauro del sagrato sono stati spesi 275mila euro , di cui 175mila grazie alla Fondazione Crl, gli altri centomila da fondi comunali. di Barbara Antoni wLUCCA Dopo quasi un mese di interruzione causa ferie d'agosto ha ripreso a funzionare la grande gru che "sovrintende" al rifacimento della copertura del mercato del Carmine. Significa che il cantiere ha ripreso a muoversi, a lavorare, per la gioia degli operatori economici con l'attività all'interno del complesso e nelle sue immediate adiacenze. Ma il conforto delle ripresa delle opere di rifacimento del tetto non basta a far sfumare altri sentimenti, e cioè l'arrabbiatura, da alcune settimane a questa parte, nel vedere un cantiere così importante e così atteso fermo, solo perché era tempo di ferie. Tanto fermo da comportare la richiesta (accolta) al Comune di una proroga di quaranta giorni alla scadenza prevista per il completamento dell'opera (21 agosto). La nuova data di consegna dei lavori è il 30 di settembre. Ma adesso sul loro effettivo completamento per quella scadenza qualche incognita c'è. La esprime, titubante, l'assessore al commercio Giovanni Lemucchi («per il 30 penserei che il tetto sarà pronto, i lavori sono a uno stadio molto avanzato»), reduce da un sopralluogo personale sul cantiere e impegnato in questi giorni a ridefinire tutta quanta la partita dei lavori al Carmine, in particolare la loro eventuale prosecuzione (recuperando così anche il primo piano e il camminamento) sempre grazie al contributo che dovrebbe elargire la Fondazione Cassa di Risparmio (tre milioni, ndr). Se si decidesse per il via libera a quest'ultima opzione, i ponteggi montati per il primo intervento di recupero verrebbero mantenuti (operazione che potrebbe comportare anche un risparmio economico visto che si accorcerebbero i tempi di noleggio delle strutture). Lo snodo è questo: cosa e come si deciderà di andare avanti. E a ricostruirla partendo dalle indiscrezioni che circolano sul fronte degli operatori da una parte e dai silenzi dell'assessore dall'altra, la situazione si presenta al momento assai delicata, più che complicata. Una parte cospicua degli operatori, da parte sua, non fa mistero di preferire che ad accollarsi la prosecuzione dei lavori sia in prima persona la Fondazione Crl piuttosto che il Comune. Perché le esperienze del recupero di San Francesco e della Casa del Boia (eseguiti dall'ente con sede in San Micheletto) hanno dato un segnale di chiara determinazione nel raggiungere obiettivi prefissati. L'amministrazione intanto conferma che, relativamente al cantiere, «l'idea è di non fermarsi» e che, allo stesso tempo, «sono in corso verifiche per giungere alla migliore soluzione». Una possibilità in sostanza pare proprio esistere, allo stato attuale che possa essere la Fondazione Crl a farsi carico dell'intervento. L'ente, oltretutto, ha già finanziato quasi per intero la prima tranche dei lavori (142mila euro su 169mila totali) e sarà l'unito finanziatore di quelli successivi (prima tranche tre milioni di euro, appunto). Silenzio su tutta la linea invece dall'azienda a cui il Comune ha assegnato il rifacimento del tetto, la Metalmeccaniche Lom Cer srl con sede a San Donato: contattata a più riprese per chiedere al titolare un punto sullo stato di avanzamento delle opere non ha mai fornito alcun riscontro.