Quarantacinque milioni di euro. Per finanziare teatri, restauri e manifestazioni. È la somma che la Fondazione Cariplo ha investito nel 2004 nel settore arte e cultura. II bilancio, tracciato dal presidente Giuseppe Guzzetti, risponde all'allarme lanciato nei giorni scorsi da Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, e Antonio Magnocavallo, della Società del Quartetto, circa il disimpegno di privati e fondazioni verso la cultura. Una parte cospicua dei finanziamenti concessi nel 2004 si riferisce a progetti per il Castello Sforzesco, la Scala, il Piccolo e l'Orchestra Verdi. I finanziamenti per il Castello, la Scala, il Piccolo, la musica, l'architettura e le rassegne. Le polemiche sui fondi sollevate da Escobar e Magnocavallo Guzzetti: restauri e cultura, cosi aiutiamo Milano Ieri alla Triennale, in occasione della Quinta Giornata Nazionale delle Fondazioni, («L'Arte, la Cultura e la Sussidiarietà»), la Cariplo ha dato una risposta ai ripetuti dolorosi annunci di questi giorni circa il disimpegno di privati e fondazioni verso la cultura. Se da un lato è vero che pochi privati entrano nelle fondazioni (basti guardare a quelle del Museo della Scienza e della Triennale), e che il timore del mondo musicale - come denunciato da Sergio Escobar del Piccolo e Antonio Magnocavallo del Quartetto - sia quello di un concentrarsi di fondi sulla Scala, la Fondazione Cariplo «nel 2004 - ha dichiarato il presidente, Giuseppe Guzzetti - è intervenuta nel settore arte e cultura con l'assegnazione di 375 contributi per un totale di oltre 45 milioni di euro, pari a un terzo delle attività erogative effettuate». Una parte cospicua dei finanziamenti concessi nel 2004, pari a 14,5 milioni, si riferisce a progetti pluriennali su beni culturali architettonici (Castello Sforzesco) o per il sostegno istituzionale a enti teatrali (Scala e Piccolo), e musicali (Orchestra Verdi, Festival Pianistico di Bergamo e Brescia, Filarmonica della Scala). Altri fondi sono andati a programmi di valorizzazione culturale, come il programma Modelli innovativi di valorizzazione del patrimonio culturale (17 contributi per complessivi 2.045.000 euro), il Programma Conservare e valorizzare gli archivi storici (25 contributi per 1.620.500 euro), il Programma Sostenere le attività Istituzionali dei centri di produzione musicale e teatrale (50 contributi per 2.280.000 euro) e il Programma Educarte per avvicinare i bambini allo spettacolo (37 contributi per 1.770.000 euro). Tra i restauri, dopo il sostegno dato negli anni a quello di Palazzo Reale a Milano, si è puntato su interventi lombardi: la Parrocchia SS.Trinità in Crema (200.000 euro), la Basilica di Santa Barbara in Mantova (500.000), il Santuario S.Maria dei Miracoli presso S.Celso in Milano (500.000), la Piazza Liberazione e l'interno del Castello Visconteo in Vogherà (750.000) ; la cascina denominata «La Maggiore» in Trivolzio (750.000), il Castello di Mirabello (1.500.000), il Castello di Vigevano (2.396.000). Vastissima la messe di interventi a sostegno di singole iniziative, dalla rassegna «Da vicino nessuno è normale» al Paolo Pini, al Festival Bandistico Inscientifici di Schiapparelli al riordino dell'archivio storico Èrcole Marcili, all'acquisto dell'archivio dell'editore Vanni Scheiwiller, E per il 2005-2006? Il vicepresidente della Fondazione, Aldo Scarselli, individua possibili novità. «La dotazione complessiva dovrebbe restare intorno ai 125 milioni. Gli interventi istituzionali, come il sostegno al restauro del Castello, per il quale abbiamo versato 25 milioni in cinque anni, o come la Scala, non si toccheranno. Intorno a giugno, la commissione valuterà i progetti presentati in settori rilevanti come anziani, casa, ricerca scientifica. L'anno scorso abbiamo ricevuto circa 3000 richieste soddisfacendone un migliaio». Ma dal 2005 ci sarà forse una nuova tendenza, quella di finanziare progetti anche all' estero. «Stiamo valutando se aprire l'erogazione anche al settore della cooperazione internazionale per istituzioni come la Fao, o, addirittura, se "adottare" un Paese povero, come il Malawi ad esempio, e sostenere opere per la salvaguardia dell' infanzia».