CORDIGNANO Sempre in agguato i tombaroli alla caccia di reperti paleoventi nel teatro delle grandi cave tra Cordignano e Caneva. Un modo per fermarli come sostengono i numerosi amici del Gruppo Archeologico di Cordignano è anche quello di completare il museo che da lunghi anni attende di essere aperto sempre a Cordignano. Domani sera è in programma un incontro pubblico,malle 20.30, presso il Centro culturale Francesconi, in via Vittorio Emanuele. Interverranno il sindaco Roberto Compagna, Giovanni Leonardi dell'Università di padova, che sta organizzando la struttura, Marianna Bressan della Soprintendenza del Veneto per i beni archeologici e Stefano Boaro, uno dei ricercatori più preparati. Nel passato è stato anche riscontrato che alcune statue votive dell'età del bronzo, recuperate negli scavi abusivi della zona, sono state poste sul mercato americano. Villa di Villa, una frazione di Cordignano, è uno dei luoghi di ritrovamenti più interessanti dei resti della civiltà paleoveneta, specie sul Col Castelir stiamo parlando dell'ultimo millennio avanti Cristo. Per tutelare questo patrimonio, il Comune ha fatto in modo che Il P.A.T. imponesse la salvaguardia delle aree ritenute di potenziale interesse archeologico. In questa prospettiva si pone anche il museo che gli appassionati di archeologia di tutto il mandamento stanno organizzando da lungo tempo, ma senza poter arrivare alla conclusione dell'opera, a causa della carenza di risorse, in particolare per quanto riguarda l'allestimento. Il convegno di giovedì sera ha lo scopo di sollecitare la solidarietà archeologica di possibili investitori privati. A disposizione anche l'amministrazione comunale. (f.d.m.)