Ieri in piazza Campo de' Fiori la prima manifestazione nazionale della categoria Mille adesioni per sottoscrivere altrettante cartoline da inviare al Ministero dei Beni e Attività Culturali per avere «più scuole di formazione da aggiungere a quelle riconosciute», ovvero l'Istituto Centrale del Restauro di Roma e l'Opificio delle pietre dure di Firenze. Per questo, ieri centinaia di restauratori di Roma e Lazio si sono dati appuntamento in piazza Campo de' Fiori per la prima iniziativa nazionale pubblica organizzata dai sindacati Fillea Cgfl, FilcaCisl e Feneal Uil. Una manifestazione composta e significativa: i restauratori hanno atto valere le loro ragioni, spiegando anche ai passanti le ragioni di una protesta che è legata anche al disinteresse degli organismi che dovrebbero favorire e dfendere la professionalità della categoria. «Ogni anno in Italia si formano solo quaranta restauratori ufficialmente riconosciuti - spiega Sandro Grugnetti, segretario generale Fillea Cgil Roma e Lazio - ma ci sono altre centinaia di aspiranti professionisti che si formano attraverso corsi non riconosciuti. Per questo noi chiediamo che venga allargato al più presto il bacino di formazione alle Università e alla Regione e che, soprattutto, vengano riconosciuti i crediti di formazione fin qui acquisiti» «In Italia attualmente ci sono trentamila restauratori - conclude Grugnetti - di cui diecimila solo nella città di Roma. Di questi, l'8O per cento sono donne al di sotto dei quaranta anni. La stragrande maggioranza non ha riconosciuta la qualifica di restauratore. Ma noi diciamo che non è possibile che la formazione al restauro resti appannaggio esclusivo degli Istituti Centrali, agevolando lo sfruttamento di alte professionalità a basso costo». «Condivido e sostengo le ragioni dei sindacati del settore Restauro - ha detto il vicepresidente della Provincia e assessore alla Formazione professionale, Rosa Rinaldì - che ha portato a indire mobilitazioni in tutta Italia sulle problematiche dei lavoratori del comparto di cui quella romana rappresenta una tappa di tutto rilievo».